Adolescenti

conoscerli per comprenderli

Creato da:
Genny
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Ultimo aggiornamento: 21/01/2026
Nei primi anni di vita dei bambini i genitori sono il centro del loro mondo, sempre assediati di attenzioni e richieste. Quando i figli crescono però, i genitori si ritrovano un bel mattino a svegliarsi e a trovarsi improvvisamente davanti delle personcine del tutto nuove, fisicamente trasformate e con atteggiamenti che non riescono a riconoscere. Magari il tutto non succede proprio da un giorno all’altro, ma di sicuro avviene così velocemente da non lasciare il tempo di elaborare la situazione. Eppure, tutti gli adulti, lo hanno già vissuto quel periodo chiamato adolescenza, forse non se lo ricordano più o il tempo trascorso crea una percezione distorta dei fatti e delle emozioni vissute e anche le differenze fra le epoche incidono molto. Il disorientamento fa nascere insicurezze e necessità di dare un nome ai cambiamenti e questo può portare ad avere pregiudizi e diffidenza che di certo non aiutano. Conoscere e comprendere quello che avviene nel corpo e nella mente umana può aiutarci a trovare la chiave giusta per affrontare questa fase della vita e a fornirci gli strumenti necessari per far sì che i ragazzi possano vivere questo periodo della loro vita al meglio.

Quali sono i processi interessati
L’adolescenza è un periodo della vita che non esisteva in origine ed è di recente evoluzione. In particolare è da quando vi è stata la transizione da Homo erectus a Homo sapiens, che l’uomo ha iniziato ad impiegare più di dieci anni per diventare adulto. Le prove provengono dai reperti di denti fossili, che sono composti da cellule ameloblaste che si depositano in anelli concentrici nei denti in via di sviluppo. La riorganizzazione del cervello umano avviene proprio in questo periodo cruciale della vita e la sua grandezza, oltre che le capacità cognitive che ne conseguono, distinguono l’uomo dalle altre specie animali. Durante l’adolescenza avviene la cosiddetta potatura sinaptica, un processo di pulizia e riorganizzazione delle connessioni neuronali; nello stesso tempo però si attivano delle sostanze che sono dei trasmettitori chimici coinvolti in tantissimi processi, dando quindi vita a molte delle nostre funzioni mentali più importanti. Questo permette al nostro cervello di trasformarsi e questo si riflette nelle reazioni emotive, ma anche in alcuni comportamenti tipici, come ad esempio la necessità di dormire di più al mattino o la propensione ad assumere atteggiamenti di sfida e pericolo.
Uno dei cambiamenti più affascinanti è senza dubbio quello legato alle proprietà di linguaggio; in questo periodo infatti si acquisiscono nuove abilità che permetteranno anche di esprimere quei pensieri e ragionamenti che via via diventano sempre più maturi e complessi.

Cosa cambia
Durante l’adolescenza cambiano i bisogni sociali e, inevitabilmente, le dinamiche familiari. I ragazzi sentono il bisogno di staccare il cordone ombelicale e di ricercare la propria autonomia e identità. Hanno bisogno di sperimentare le proprie capacità e i propri limiti e di trovare il loro posto nel mondo. Il confronto con i coetanei loro simili è essenziale e questo li porta ad assumere a volte atteggiamenti o usi lessicali con i quali potersi riconoscere e distinguere. I rapporti intergenerazionali in questa fase della vita spesso si complicano, e allora agli adulti coinvolti quale missione gli aspetta?

Cosa si può fare
Stefano Laffi, ricercatore sociale esperto in culture giovanili crede in una teoria dell’adolescenza come pura “ condizione di ricerca, come stagione laboratoriale di scienziati con felpa e cappuccio che devono produrre scoperte” e suggerisce agli adulti di non giudicare, di non classificare o di lasciarsi condizionare da pregiudizi comuni. Ma di cercare invece di guardare alle nuove generazioni con rispetto, rimanere aperti, di chiedere e spiegare, di mettersi al loro fianco e di provare a fidarsi cercando di stilare alleanze. E’ necessario “farli entrare nel laboratorio, perché l’esperimento abbia inizio”, a noi il compito di “fornire gli strumenti”.

Come la letteratura può aiutare
Se la scienza sta dimostrando che il cervello degli adolescenti è “una macchina potentissima” allora è necessario provare a far arrivare loro storie importanti, con le quali possano esperire in modo protetto e che possano solleticare grandi domande. Le storie vere non mirano al solo godimento che si esaurisce velocemente, ma possono aprire nuovi sguardi, offrire prospettive diverse, rendere la ricerca e la sperimentazione più ricca.
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