Il romanzo offre una visione speculare del nostro mondo attuale e delle dinamiche sociali in cui chi governa spesso non fa gli interessi della collettività. La natura e il pianeta vengono logorati e resi invivibili dalla smania di potere e dal profitto. In questa storia l’autore affronta temi a lui molto cari, come l’ecologia e la salvaguardia dell’ambiente, regalandoci un protagonista indimenticabile che trascina il lettore in un’avventura costantemente al limite della sopravvivenza. Questo romanzo è ormai un classico della letteratura per ragazzi. Pubblicato per la prima volta in Italia da San Paolo nel 2007 — anno in cui ha ricevuto il prestigioso Premio Andersen —, viene oggi riproposto in una nuova edizione da Terre di mezzo. Avendo già letto gran parte delle opere di de Fombelle (il mio preferito resta Il favoloso libro di Perle), non avevo ancora concesso il mio tempo a questo titolo, che pure è stato uno dei suoi primissimi successi in Italia. Complice la recensione di un'esperta che mi ha particolarmente colpito quest'estate, mi sono finalmente decisa a leggerlo. Ora mi chiedo perché io abbia aspettato tanto: ritengo sia un libro irrinunciabile. Non lo è solo per gli amanti del genere d'avventura o per la profondità con cui affronta temi come il tradimento, la verità, la lealtà e l'etica, ma anche perché celebra l'importanza dei piccoli gesti di gentilezza, capaci a volte di fare la differenza o persino di salvare una vita. Il romanzo spicca per la fluidità e la straordinaria ricercatezza della scrittura. La narrazione è costruita su efficaci salti temporali, suspense e colpi di scena, abilmente alternati a pause descrittive e passaggi fortemente introspettivi. La scelta del punto di vista si rivela azzeccata: offre una visione complessiva degli eventi senza mai trascurare la profondità emotiva dei personaggi. Questi ultimi, messi a dura prova, evolvono e maturano, trasformando le proprie esperienze in una forte consapevolezza interiore che gravita attorno a un protagonista memorabile. A colpire è anche l'originalità di questo microcosmo che, pur ispirandosi alle dinamiche della nostra realtà, vive di vita propria grazie a un worldbuilding e a figure inedite. Non ho ancora letto il secondo volume (Gli occhi di Elisha), ma sarà sicuramente tra le mie prossime letture per scoprire come si concluderà l'avventura tra i rami dell'Albero.