Anni '60. Walter Vismara, trentenne contabile che vive nella tranquilla Vigevano, è costretto a spostarsi nella caotica Milano a causa dell'improvvisa chiusura della fabbrica per cui lavora. Qui, sotto la direzione del Cavalier Tosetto, grande appassionato di calcio, è costretto suo malgrado a partecipare alle partite settimanali, che vedono i dipendenti dell'azienda sfidarsi nel più classico dei confronti tra scapoli e ammogliati. Walter, che considera il calcio uno sport insulso e non ha né competenze tecniche né alcuna esperienza, si propone subito per giocare in porta. Per questa scelta inizierà ad essere preso di mira da un collega, l'ingegner Gusperti, che lo rinomina sarcasticamente "Zamora", riferendosi al celebre e talentuoso portiere spagnolo in attività negli anni '30. Dopo un certo periodo, stanco delle continue umiliazioni a cui Gusperti lo sottopone sia in campo che sul lavoro, Walter decide di contattare l'ex portiere Giorgio Cavazzoni perché lo aiuti ad allenarsi.