Alithea è una studiosa britannica di narratologia, particolarmente interessata all'origine dei miti come interpretazione di eventi incomprensibili, e che invece con le conoscenze attuali trovano una spiegazione scientifica. Nonostante sia una persona ferma, indipendente e lucida, spesso resta vittima di allucinazioni popolate da esseri mitologici e demoniaci, che durano alcuni istanti per poi svanire nel nulla. Durante un viaggio di lavoro a Istanbul, acquista un'antica boccetta di vetro in uno dei negozi dello sconfinato Grande Bazar. Tornata in albergo, la strofina nel tentativo di pulirla. Dopo alcuni istanti, come nelle migliori tradizioni, ne esce un genio che si offre di esaudire tre suoi desideri, a patto che vengano dal cuore e che rispettino poche ma inviolabili leggi: non si possono desiderare infiniti desideri, né la vita eterna, né assolvere i peccati o la fine di tutte le sofferenze. Inizialmente restia e convinta di essere vittima di una delle sue consuete allucinazioni, Alithea convince il genio a raccontarle il suo passato e il percorso che ha affrontato per giungere fino a lei.