La figura dell'insegnante è spesso al centro di molti film toccanti: L'attimo fuggente, Mona Lisa smile, Freedom writers, Pensieri pericolosi, La scuola della violenza, Mery per sempre, Il club degli imperatori. Maestro, educatore, guida, quando è protagonista di un film, il professore solitamente ha vita dura nel rapporto con i nuovi allievi, entra in conflitto aperto con i ribelli, che lo deridono cercando continuamente di screditarlo. Ma con l'andare del tempo riesce a catturare l'attenzione dei più, conquista la loro fiducia fino a diventare un punto fermo del loro presente, rimanendo tale anche quando ormai adulti ripensano agli anni, spesso turbolenti, della loro formazione.
In questo caso, Giamatti ha poco a che fare con l'idealista professor Keating impersonato da Robin Williams, oppure con la tenace e rivoluzionaria Katherine Ann Watson di Julia Roberts. Si pone come un insegnante antipatico e vecchio stampo che, almeno inizialmente, privilegia il mero e sistematico studio alle qualità umane, stanga gli studenti che ritiene incapaci, superficiali e viziati, senza perdere tempo a considerare nulla delle loro vite, solo apparentemente dorate, in realtà piene zeppe di ruggini e tensioni. All'inizio, appunto...
Consiglio la visione di questo film soprattutto per la recitazione dei protagonisti: la vincitrice del Premio Oscar Da'Vine Joy Randolph e l'eclettico e sempre eccellente Paul Giamatti (qui nuovamente diretto da Payne dopo Sideways), ma anche del giovane Dominic Sessa, che in mezzo a due giganti riesce a non sfigurare per l'abilità di immedesimarsi nelle sofferenze del giovane Angus, sveglio, intelligente, capace, ma che annaspa in mare aperto senza bussola né tantomeno riuscire a scorgere terra all'orizzonte.