Anthony è un ex ingegnere in pensione che vive da solo in uno spazioso ed elegante appartamento in una zona residenziale di Londra. Quotidianamente gli fa visita Ann, la maggiore delle sue due figlie. Anthony, fisicamente integro e pieno di energie, è convinto di essere autosufficiente e, per questo, non perde occasione per provocare il licenziamento delle badanti che si occupano di lui, adducendo le scuse più disparate. Ma la realtà è ben diversa. Il problema di Anthony è che la mente gli gioca brutti scherzi e questo accade sempre più spesso. Ricorda distintamente dialoghi che non sono mai avvenuti, fatica a riconoscere le persone che ha intorno e che mutano aspetto di continuo, guarda il suo orologio la mattina e in un attimo è già sera senza che si ricordi nulla di quanto è accaduto in tutte quelle ore, non ha memoria alcuna dell'incidente stradale che ha mortalmente coinvolto la sua secondogenita, di cui chiede continuamente ad Ann. Anthony infatti è affetto da una grave forma di demenza senile, la sua mente vacilla ed è sempre più difficile mantenere un solido contatto con la realtà, nonostante gli sforzi e i sacrifici della figlia, che fa di tutto per aiutarlo. Diversamente da altri film con la stessa tematica, in cui si assiste dall'esterno ai mutamenti in atto in una persona affetta da una malattia che progredisce inesorabilmente, qui lo spettatore è partecipe del punto di vista del protagonista. Vive assieme a lui i dubbi che lo assalgono di continuo in ogni situazione della giornata ed è partecipe dello smarrimento che ne consegue e che lo avvolge in modo sempre più soffocante. The father costituisce l'esordio alla regia cinematografica del drammaturgo francese Florian Zeller, ed è la trasposizione dell'opera teatrale Il padre dello stesso regista.