Questo romanzo, come molti altri della collana "I bassotti" della Polillo, è perfetto per gli amanti dei giallisti d'oltremanica. Scrittori da noi spesso sottovalutati, se non addirittura dimenticati, che questa casa editrice ha avuto l'accortezza di riprendere e valorizzare. I personaggi si esprimono in modo educato e forbito, tanto da sembrare dei lord, e anche quando i toni della discussione si alzano, l'atmosfera si scalda giusto quel tanto da far vacillare solo un pochino il loro proverbiale aplomb. Le immagini più brutali sono riportate in forma di resoconto, come se evitare di descriverle direttamente ne diminuisse l'impeto. E anche i figuri più loschi e tutt'altro che raccomandabili, pur comportandosi da fuorilegge quali sono, mantengono un certo rigore sia nel modo di parlare che nell'atteggiamento; come i "cattivi" dei romanzi di Agatha Christie o il professor Moriarty, il più famoso tra gli antagonisti di Sherlock Holmes. È quindi il romanzo ideale per chi apprezza i gialli in stile inglese, dalla prosa pulita e senza fronzoli, ambientati in mezzo alla brughiera innevata e silenziosa. Magari da leggere al calduccio mentre fuori si gela o il cielo regala qualche fiocco, giusto per essere solidali con gli sventurati protagonisti. Un giallo appunto, con una trama da seguire passo passo, misteri da svelare, colpi di scena e personaggi che non sempre sono quello che sembrano.