Questo romanzo è considerato il capolavoro dello scrittore inglese David Almond, autore di numerosi titoli per diverse fasce d’età. Nel corso del tempo mi è capitato di leggere molti suoi lavori e ognuno mi ha lasciato un’impressione particolare; tuttavia, la lettura di Skellig è arrivata solo di recente e la trovo assolutamente imprescindibile. Il suo punto di forza risiede nella delicatezza con cui affronta temi profondi come la malattia, la paura della perdita e l'amicizia. La scrittura è "lieve" ed evocativa, capace di trasmettere perfettamente lo smarrimento di Michael. La figura di Mina funge da contrappeso ideale: la sua visione del mondo apre gli occhi al protagonista (e al lettore) sulla bellezza nascosta anche nel buio di un garage polveroso.
L'opera racchiude gli elementi cardine dello stile di Almond, costantemente sospeso tra realtà e sogno. Esempio magistrale di realismo magico, il racconto si muove su un confine sottile dove la quotidianità più cruda sfuma in una dimensione onirica e spirituale. L’ordinario si fa straordinario: Almond radica le sue storie in contesti reali, familiari e spesso difficili, per poi innescare l'elemento magico come una naturale estensione del mondo visibile, suggerendo che il "sogno" sia annidato proprio tra i rifiuti della realtà. L’elemento fantastico viene sussurrato attraverso frasi brevi ed eleganti che permettono al lettore di accettare l'impossibile come parte del reale, esplorando i misteri della vita e della morte attraverso il sogno, inteso come strumento per comprendere ciò che la logica non può spiegare.
Una lettura consigliata a chi cerca una storia di formazione capace di toccare le corde del cuore, in un equilibrio perfetto tra terra e cielo. Il prequel La storia di Mina, pubblicato successivamente, riporta il lettore nelle medesime atmosfere da un altro punto di vista, rafforzando la personalità della ragazzina e svelando aspetti rimasti inespressi in Skellig.
Pubblicato per la prima volta nel 1998, Skellig ha riscosso un successo internazionale ed è stato tradotto in 40 lingue. È diventato una pièce teatrale diretta dal regista Trevor Nunn e lo stesso Almond ne ha curato un adattamento operistico al teatro Sage di Gateshead. Dal romanzo è stato inoltre tratto un film per la TV.