Si parla troppo di silenzio, di Aldo Nove

un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver

Creato da:
Emy
Sei in: Bibliografie
Ultimo aggiornamento: 13/05/2022

Un piccolo volume in cui l'autore immagina una conversazione tra l'artista Edward Hopper e lo scrittore Raymond Carver. Due temperamenti e due personalità diverse che per la casualità della vita si ritrovano ad andare a pesca assieme e nell'attesa parlano, si raccontano storie e modi di vedere le cose, gli oggetti, le luci e quello che rappresentano che può essere differente da persona a persona. Da questo confronto spontaneo di idee emerge l'America, come fosse un terzo personaggio silenzioso ma presente. Leggendo pian piano ci addentriamo nella vita dei due personaggi senza però permettere che la narrazione si trasformi in biografia. Le informazioni forniteci dall'autore sono elementi che aiutano a inquadrare meglio i personaggi e le persone per loro importanti che hanno influito sulle scelte e sul loro accrescimento personale. Gli scritti di Carver risentono molto della sua storia personale. I personaggi che racconta fanno parte di quell'America povera a cui a volte rimane solo sperare che un destino diverso si presenti davanti, che accada qualcosa, aspettando come aspettano i personaggi dei quadri di Hopper, mentre tutto rimane immobile e sospeso.

 

 

Consigliato da
Emy
bibliotecaria

Lo ammetto sono stata attratta dalla copertina del libro: il dettaglio di un quadro di Hopper, artista che adoro.
Ordine, mistero, il tempo sospeso in un'eterna attesa. I colori vividi, assoluti. I neri intensi dei notturni esaltano la luce degli interni dei locali, mentre gli esterni sono sospesi in una luce fredda, bianca e pura. Le persone ritratte aspettano qualcosa o qualcuno nella loro immobilità. Come i lettori di questo libro attendono pagina dopo pagina, un fatto, un aneddoto raccontato, un segreto che traspare senza emozione, quasi in sordina. Questo non è un libro su Hopper, non vi racconterà la sua vita ma l'essenza del suo essere. La posatezza, il distacco con cui il suo sguardo di artista si posava sugli oggetti. 
Nella narrazione di Aldo Nove, questo senso di assoluto si scontra con la realtà concreta, ruvida e schietta dello scrittore Raymond Carver di quel sogno americano infranto o quantomeno accantonato "non tutti ce la fanno, ma tutti possono provarci". L'incontro immaginario tra Hopper e Carver è un silenzioso scontro di realtà differenti. Due lati della stessa moneta: l'America. 
La visione di Carver è l'America dei boschi, delle segherie dove lavorare tutta la vita rincorrendo un sogno, delle giornate dure. La dualità proposta da Nove racchiude quella della società americana con i suoi Hopper e i suoi Carver.
Una dualità marcata che riporta alla memoria le periferie del "Grande Gatsby" o, spostando la data in avanti, le canzoni di Springsteen, che a distanza di tempo cantano la stessa diversità. 

copertina Si parla troppo di silenzio : un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver

Si parla troppo di silenzio : un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver

/ Aldo Nove
Nel 1958 un giovane di vent'anni, sposato e padre di una bambina di pochi mesi, ritorna a Paradise,...
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