Quarant'anni fa, il 18 ottobre 1985, usciva nelle sale italiane Ritorno al futuro, probabilmente il film di fantascienza più iconico di quel decennio. Decennio che, peraltro, di film d'avventura, fantastici e fantascientifici, destinati in special modo ai giovani e rimasti indelebili nella memoria di chi li ha visti, ne ha sfornati a bizzeffe. Basti pensare a titoli come E.T., I Goonies, Ghostbusters, I gremlins, La storia infinita, Explorers, Morte a 33 giri e Ammazzavampiri, solo per citarne alcuni.
Ritorno al futuro, però, rispetto a tutti gli altri ha un posticino particolare nel cuore di quei giovani appassionati frequentatori delle sale cinematografiche. Il suo ricordo è rimasto inalterato negli anni, e con esso la moltitudine di citazioni che prendono spunto dai fitti e spassosi dialoghi tra i due personaggi principali e che in tantissimi ancora ricordano a distanza di tutti questi anni. Per chi l'ha amato, un film da rivedere. Per chi ne ha sentito solo parlare, un film da scoprire e apprezzare.
La trama è nota: Marty McFly, teenager californiano di Hill Valley, ed Emmett "Doc" Brown, strampalato scienziato e inventore, sono molto amici. Durante la nottata trascorsa a testare il buon funzionamento dell'ultima invenzione di Doc, un'automobile trasformata in una macchina del tempo, Marty si ritrova catapultato indietro di trent'anni, quando i suoi genitori andavano al liceo e sua madre appena degnava di uno sguardo suo padre, la TV era da poco entrata nelle case delle famiglie borghesi americane e il presidente Reagan era ancora un attore. L'unica speranza che ha Marty per tornare nella sua epoca e salvare la sua stessa esistenza è di contattare il suo futuro amico Doc, a cui, proprio lo stesso giorno, battendo la testa dopo essere scivolato in bagno, era apparsa la visione del flusso canalizzatore, meccanismo che rende possibile viaggiare nel tempo.
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