Un albo illustrato che non presenta una storia, e non è neanche un albo di divulgazione, piuttosto un libro per solleticare il pensiero, farci riflettere sul mondo che ci circonda e su come siamo soliti a guardarlo. E’ un libro che innanzitutto chiede al lettore di fermarsi, di prendere tempo e respiro per osservarlo, farsi delle domande e provare a capire cosa ci sta dicendo. Quante cose sfuggono quotidianamente al nostro sguardo? A volte perché sono minuscole, altre perché ci sono ma non si vedono concretamente, oppure perché siamo troppo assorbiti dalla vita frenetica e non c’è il tempo per fermarci ad ammirarle. Ci sono cose poi che siamo abituati a guardare nel loro insieme, ma che se provassimo a scomporre per scoprire da cosa sono fatte, forse ci stupirebbero; o al contrario, provando a mettere insieme ciò che in piccolo non ci dice molto ma che abbinato ad altro potrebbe creare qualcosa di nuovo e diverso. Siamo inoltre circondati da oggetti, edifici, abiti e non solo, che racchiudono segni, indici di un passato e una storia che probabilmente se ci fermassimo a scoprire ci aprirebbe ad altro. Da quanti punti di vista si può guardare il mondo che ci sta intorno?… da dietro, da dentro, dal basso o dall’alto, alla luce o al buio, nei particolari o nel suo insieme. Un libro che invita ad aprire nuovi sguardi, a usare l’immaginazione, a non fissarci su un unico punto, ma a provare a cambiare prospettiva. Un libro che può trasformarsi in uno strumento prezioso per il confronto e per scoprire i punti di vista degli altri o per immaginarne di nuovi. Un albo che non mi aspettavo, da pochi giorni ce l'ho fra le mani ma lo considero già irrinunciabile.