Pachinko è un romanzo storico della scrittrice coreano-americana Min Jin Lee.
Corea, primi decenni del Novecento. In una Corea occupata dal Giappone, la famiglia di Sunja gestisce una piccola pensione per pescatori a Yeongdo, vicino a Busan. Le condizioni economiche non sono delle migliori, ma la piccola cresce dignitosamente.
Ormai adolescente incontra Koh Hansu, un uomo ricco e affascinante che lavora come intermediario commerciale tra Corea e Giappone, con il quale comincia una relazione e rimane in cinta. Scopre subito dopo, che l'uomo ha una famiglia in Giappone, ma lui promette di accudirla e mantenerla come amante. Sonja rifiuta con onore.
Arriva alla pensione un giovane pastore protestante malato, Baek Isak. Venuto a conoscenza della situazione di Sunja, decide di riconoscere il bambino, sposarla e portarla con sé in Giappone.
Qui inizia la parte centrale del romanzo che racconta la vita dei coreani immigrati in Giappone. Seppur nascono e crescono nella terra del Sol Levante, essi non sono considerati alla pari dei giapponesi. Hanno difficoltà a trovare lavoro, casa e istruzione; spesso devono cambiare nome o nascondere le proprie origini per evitare discriminazioni. In questa situazione, Sunja avrà due figli e dovrà crescerli.
Il titolo del romanzo prende ispirazione dal pachinko, un popolare gioco giapponese simile ad un flipper verticale. Nella produzione del gioco erano impiegati i coreani immigrati.
Lee, Min Jin
Corea, anni Trenta. Quando Sunja sale sul battello che la porta in Giappone, il suo Paese, la Corea, è colpito a morte dall'occupazione giapponese. Tradita dall'uomo che l'ha fatta innamorare e da cui aspetta un figlio, per non coprire di vergogna la locanda che d...