Carola Barbero, nata il 14.05.1975 a Torino, è professoressa associata e ricercatrice all’Università degli Studi di Torino, dove insegna Filosofia del Linguaggio al Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione. Autrice di numerosi libri ed articoli, si occupa anche della traduzione di testi filosofici in italiano. Nuotatrice per diletto, ha scritto anche due saggi sul nuoto: il primo nel 2016 per il Nuovo Melangolo intitolato “L' arte di nuotare. Meditazioni sul nuoto”; e il secondo nel 2024 per il Mulino, intitolato “Nuotare via. Dalle vasche a perdifiato all'ultimo bagno di stagione.”
Entrambi i saggi non vogliono essere libri tecnici sul nuoto, non fanno nessuna distinzione tra nuotatore professionista e nuotatore dilettante, che segue un corso o giunge in piscina per praticare il cosiddetto nuoto libero, semplicemente parlano di ciò che accomuna TUTTI i nuotatori: la passione per questo sport e le emozioni e sensazioni che provano nel praticarlo.
Parlando più nello specifico del secondo titolo, a mio parere la suddivisione dei capitoli è ottima. L’autrice come primo capitolo analizza il verbo: il verbo nuotare da dove deriva? Cosa significa? È un verbo della prima desinenza verbale, alla quale fanno parte tutti quei verbi che sono assolutamente regolari, senza eccezioni né trucchi. Nel secondo capitolo parla di quell’ambiente senza il quale il nuotatore non potrebbe praticare questo sport: la piscina. Qui giustamente l’autrice afferma “paese che vai piscina che trovi”. Effettivamente, seppur le regole siano universali, ogni paese costruisce a modo suo le piscine, in base anche all’importanza che questo sport ha nel detto paese. Non citerò gli altri capitoli per non togliere l’effetto sorpresa al lettore.
Il nuoto è uno sport, come il suo verbo, regolare. Infatti compi sistematicamente le stesse azioni: entri negli spogliatoi, indossi le stesse tre cose (costume, occhialini e cuffia), fai la doccia ed entri in piano vasca, poi bracciata dopo bracciata segui una T blu. Ma, seppur magari tu possa appartenere ad un squadra, il nuoto è forse lo sport più solitario che ci sia: che tu sia un nuotatore agonistico o dilettante, l’acqua ti avvolgerà portandoti in una sorta di mondo parallelo, dove i tuoi pensieri si staccheranno completamente e penserai solo a nuotare.
Cito : “Il nuoto è come l’oppio, può causare un senso di distacco dalla vita quotidiana”. Ecco che allora ti uscirà un sorriso sul viso e i muscoli probabilmente ti faranno anche male, ma sarai felice. La felicità, ecco cosa prova un nuotatore. Cito ancora. “ Perché per quelli come noi la piscina è in primo luogo acqua, solitudine, bracciate e gioia in cui provare a ritrovare se stessi”.