Nuotare via, di Carola Barbero

Dalle vasche a perdifiato all’ultimo bagno di stagione

Creato da:
Alice
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Ultimo aggiornamento: 14/07/2025

Carola Barbero, nata il 14.05.1975 a Torino, è professoressa associata e ricercatrice all’Università degli Studi di Torino, dove insegna Filosofia del Linguaggio al Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione. Autrice di numerosi libri ed articoli, si occupa anche della traduzione di testi filosofici in italiano. Nuotatrice per diletto, ha scritto anche due saggi sul nuoto: il primo nel 2016 per il Nuovo Melangolo intitolato “L' arte di nuotare. Meditazioni sul nuoto”; e il secondo nel 2024 per il Mulino, intitolato “Nuotare via. Dalle vasche a perdifiato all'ultimo bagno di stagione.”
Entrambi i saggi non vogliono essere libri tecnici sul nuoto, non fanno nessuna distinzione tra nuotatore professionista e nuotatore dilettante, che segue un corso o giunge in piscina per praticare il cosiddetto nuoto libero, semplicemente parlano di ciò che accomuna TUTTI i nuotatori: la passione per questo sport e le emozioni e sensazioni che provano nel praticarlo.
Parlando più nello specifico del secondo titolo, a mio parere la suddivisione dei capitoli è ottima. L’autrice come primo capitolo analizza il verbo: il verbo nuotare da dove deriva? Cosa significa? È un verbo della prima desinenza verbale, alla quale fanno parte tutti quei verbi che sono assolutamente regolari, senza eccezioni né trucchi. Nel secondo capitolo parla di quell’ambiente senza il quale il nuotatore non potrebbe praticare questo sport: la piscina. Qui giustamente l’autrice afferma “paese che vai piscina che trovi”. Effettivamente, seppur le regole siano universali, ogni paese costruisce a modo suo le piscine, in base anche all’importanza che questo sport ha nel detto paese. Non citerò gli altri capitoli per non togliere l’effetto sorpresa al lettore. 
Il nuoto è uno sport, come il suo verbo, regolare. Infatti compi sistematicamente le stesse azioni: entri negli spogliatoi, indossi le stesse tre cose (costume, occhialini e cuffia), fai la doccia ed entri in piano vasca, poi bracciata dopo bracciata segui una T blu. Ma, seppur magari tu possa appartenere ad un squadra, il nuoto è forse lo sport più solitario che ci sia: che tu sia un nuotatore agonistico o dilettante, l’acqua ti avvolgerà portandoti in una sorta di mondo parallelo, dove i tuoi pensieri si staccheranno completamente e penserai solo a nuotare.

Cito : “Il nuoto è come l’oppio, può causare un senso di distacco dalla vita quotidiana”. Ecco che allora ti uscirà un sorriso sul viso e i muscoli probabilmente ti faranno anche male, ma sarai felice. La felicità, ecco cosa prova un nuotatore. Cito ancora. “ Perché per quelli come noi la piscina è in primo luogo acqua, solitudine, bracciate e gioia in cui provare a ritrovare se stessi”.

 

Consigliato da
Alice

Pratico nuoto da quando ho memoria, probabilmente; non ho mai avuto paura dell’acqua, anzi, la ritengo la mia comfort-zone. Dico sempre che sono tanto agile in acqua quanto impacciata sulla terra ferma. Non ho mai praticato altri sport, molto spesso mi chiedono perché. Oggi non sarò io a rispondere a questa domanda, ma lascerò che il libro di Carola Barbero parli per me. Perché ritengo che tutto ciò che la Barbero scrive rispecchi pienamente ciò che sento io mentre nuoto, non potrei e non voglio aggiungere altro. “Cosa provi inseguendo una T blu? Ma scusa non ti annoi sempre avanti e indietro per una vasca?”. Quante volte mi sono sentita rivolgere queste domande. Io rispondo semplicemente: la felicità. La felicità è entrare in un piscina, sentire quell’odore che ti punge il naso, sistemare gli occhialini ed entrare in quel liquido azzurro. L’acqua che ti avvolge come un’amica, lei non ti opprime mai, tutt’altro, ti può cullare al suo interno mentre fai il cosiddetto morto. Sembra che ti dica: "ok, ci sono io, stacca la mente e vai, nuota, nuota". Ho scelto il nuoto e continuo ad amarlo perché è uno sport solitario, dove i risultati dipendono esclusivamente da te, ma anche perché questo potere avvolgente dell’acqua, questo attutire i suoni ecc, mi rilassa come nessuna cosa al mondo. I muscoli fanno male, non sempre ho voglia di fare tante vasche, ma il concetto è quello che siano poche o tante quelle vasche mi ricaricheranno e cito: “Il nuotatore guarda al suo futuro solo quando ha fatto qualche bracciata”. 
copertina Nuotare via

Nuotare via

: dalle vasche a perdifiato all'ultimo bagno di stagione / Carola Barbero
«Il nuoto, come l'oppio, può causare un senso di distacco dalla vita quotidiana; i ricordi, in part...
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