Roma, luglio 1990. Mentre è in corso la semifinale del Mondiale di calcio che vede di fronte Italia e Argentina, un noto produttore cinematografico viene rinvenuto morto nelle acqua del Tevere. I principali sospettati sono tre giovani aspiranti sceneggiatori, finalisti del premio Solinas, manifestazione annuale dedicata alla scrittura per il cinema. Si tratta di Eugenia, romana altoborghese e ipocondriaca; Antonio, colto messinese; Luciano, toscano talentuoso e irrazionale. I tre, che dal momento del loro primo incontro si sono frequentati in maniera assidua (dormono tutti a casa di Eugenia), vengono intercettati separatamente dai carabinieri e tradotti in caserma per ricostruire le ore che hanno preceduto la tragedia. Dal resoconto che fanno degli ultimi giorni, vissuti a contatto diretto con i grandi protagonisti del cinema italiano, traspare tutto il loro disincanto nel percepire un mondo che ha sempre di più, ogni giorno che passa, l'aspetto di un giorno luminoso, ma ormai al crepuscolo.