Con questo saggio David Salomoni, docente presso l’Università per Stranieri di Siena, ci fa fare un viaggio meraviglioso in un aspetto del Rinascimento non molto noto: le cosiddette donne guerriere. È consuetudine pensare che il mondo della guerra fosse un ambito prettamente maschile. In realtà abbiamo testimonianze, anche se pur abbastanza limitate, che nel Rinascimento le donne non erano solo Muse, cortigiane, relegate ad indossare splendidi abiti come la Monna Lisa, ma si interessavano e vivevano la guerra, il comando militare. Queste principalmente erano feudatarie, capitane di ventura, donne cavaliere ma anche troviamo popolane, che formavano a volte interi battaglioni femminili.
Citando alcuni esempi: Matilde di Canossa, Caterina Sforza, Bona Lombardi (definita “la Giovanna d’Arco italiana”) e anche figure meno celebri come Donella Rossi. Un esempio, invece, di battaglione interamente femminile potrebbe essere quello che difese Siena durante l’assedio dei fiorentini nel 1555.
L’autore sostiene che l’insegnamento militare veniva impartito dai padri, dalle madri e nonne, come una sorta di eredità. Le donne erano in prima linea, prendevano decisioni anche drastiche, governavano castelli e davano ordini in battaglia. Lo studioso pone poi l’attenzione sull’idealizzazione di queste figure: spesso vengono idealizzate e trasformate in eroine. L’obiettivo di Salomoni, invece, è quello di riportarle alla loro realtà concreta.
Salomoni, David
Chi l’ha detto che le donne del Rinascimento erano destinate unicamente a indossare splendidi abiti come Monna Lisa? O a passare la vita tra seduzione, inganni e trame come Lucrezia Borgia? In realtà in Italia è esistita una tradizione importante di donne dedite a...