Le degenerate, di J. Albert Mann

la salute mentale negli istituti di cura ai primi del 900

Creato da:
Genny
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Ultimo aggiornamento: 20/01/2026

E’ il 1928, siamo negli Stati Uniti e la storia si svolge nella Scuola Fernald per deboli di mente nel Massachusetts. La protagonista è una ragazza italiana di nome London, rimasta orfana dei genitori e lasciata incinta da un ragazzo, la cui famiglia ha deciso di denunciarla alle autorità come insana di mente pur di allontanarla dal figlio. La ragazza vive da anni con la vecchia signora Dumas, ma un giorno arriva la polizia e la porta via. Una volta nell’istituto e resasi conto della situazione, non ci pensa due volte a scappare. Ma la conoscenza con la piccola Rose, la sorella più grande Maxine e Alice la farà dubitare della sua scelta. Consapevole del rischio di non uscire più da quel luogo, dove all’interno succedono cose raccapriccianti, le diagnosi che vengono affibbiate alle pazienti sono false e infamanti, e non trovando più la vecchia, si fa catturare per tornare dentro ed aiutarle. La polizia però non usa mezze misure, e London finirà per perdere il suo bambino. Le quattro ragazze cercheranno insieme di ribellarsi a tutto ciò pianificando la loro fuga. 

Il romanzo è ispirato a vicende realmente accadute, avvenute non solo negli stati uniti, che hanno fatto proprie le teorie dell’eugenetica, pseudoscienza che influenzò anche le persecuzioni del regime nazista. Per quasi un secolo le persone vennero sottoposte a selezioni razziali contro ogni forma di diversità e la gente che non corrispondeva agli standard indicati veniva internata a vita in questi istituti in condizioni disumane. Una storia potente, che mette in luce vicende inquietanti che si spera non accadano più.

 

Alcune note dell'autrice:

«Tutte le affermazioni discriminatorie pronunciate dai medici e dalle infermiere sono state davvero scritte da medici e infermieri nella realtà. Ho ripreso parole e frasi da documenti e relazioni, cambiando solo i pronomi o i tempi verbali secondo necessità, e le ho inserite nella narrazione. La struttura, il metodo e i programmi di questo istituto, e di molti altri in tutti gli Stati Uniti – spiega ancora Mann – sono cambiati pochissimo nel corso di quei 166 anni. Il mondo è andato avanti… dimenticandosi delle persone rinchiuse in quegli istituti. Oggi, purtroppo, si sta ancora rimediando ai danni creati dall’idea che la diversità debba essere punita anziché valorizzata». 

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Le degenerate

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