La pazienza delle tracce, di Jeanne Benameur

Un viaggio, una riconciliazione

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Lisi
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Ultimo aggiornamento: 15/05/2025

Una tazza che cade dalle mani e si rompe. E’ la tazza preferita da Simon, quella che usa tutte le mattine per bere il caffè, a lui molto cara e legata alla sua gioventù. Questo episodio dà il via al viaggio di Simon, il protagonista di questo libro. Egli è uno psicanalista, un uomo che ha passato più di trent’anni ad ascoltare i segreti , i sogni, i dolori più profondi dei propri pazienti, cercando di restituire loro equilibrio e serenità. Nel suo animo, nel profondo della sua memoria, albergano ricordi dolorosi con i quali non si è mai riconciliato. Solo, non ha una famiglia, vive in un paese, in riva all’Oceano, diventato la sua patria di elezione. Non ama viaggiare e le sue vacanze consistono nell’andare al mare, nuotare e giocare a scacchi con un amico. Dopo anni ed anni ad ascoltare le voci degli altri, sente il bisogno di dedicarsi al silenzio. Decide quindi di intraprendere un viaggio che lo porti molto lontano, in cerca di “spaesamento”, dove tutto sia diverso: paesaggio, lingua, cultura, storia. Nell’isola di un arcipelago sconosciuto del Giappone, Simon comincia dunque il suo processo di “purificazione” dalla vita fin lì vissuta. E’ ospite di una coppia di anziani coniugi che, con discrezione e comprensione, lo accolgono e lo accompagnano in questo cammino di scoperta. Egli non desidera nulla, lascia scorrere il tempo in una pace mai conosciuta, in una sorta di languore mai provato prima. Si allontana sempre più dal suo “abito” di guaritore di anime, ritrovandosi nudo. La delicata amicizia nata con i coniugi Itô, retta da un linguaggio sconosciuto, fatto di poche parole ma di gesti affettuosi e di stima, lo accompagna in un percorso di rilettura del suo passato, segnato dalla dolorosa rottura di un’amicizia profonda e dalla perdita del suo unico vero amore. Riesce a rivedere, a ridiscutere le cause della sua infelicità, mettendo in discussione i propri sentimenti e facendo pace con il passato.


Per la biografia di Jeanne Benameur leggi qui
Consigliato da
Lisi
La pazienza delle tracce è un libro delicato ed al tempo stesso intenso e profondo. E’ un libro ricco, in cui è possibile trovare diversi livelli di lettura. Lo si può apprezzare per l’aspetto del lavoro psicoanalitico e sono molto interessanti i riferimenti alla cultura giapponese. Allo stesso modo fanno meditare le innumerevoli riflessioni sulla vita, sulla morte, sulla solitudine. Quanto tempo si può sopportare un dolore, un trauma senza prendersene cura? Si può continuare a vedere il proprio passato sempre nella stessa maniera, nella certezza di essere le uniche vittime di qualcosa che ci ha ferito? Il personaggio di Simon incuriosisce: uno psicoanalista che per lavoro “ripara” le ferite interiori degli altri, che serba in sé antichi dolori, che cova una rabbia non ancora risolta e la ferrea convinzione di essere stato la vittima in una relazione di amicizia e di un amore. Egli non è mai riuscito a rielaborare questo tradimento, trascurato ed occultato dall’impegno nel proprio lavoro. Ed è stato proprio il caso a far cadere la coppa donatagli da quell’amico ripudiato, o è invece Simon che, inconsciamente, ha voluto rompere proprio quella coppa, perché si doveva arrivare ad una “resa dei conti”? Quando egli intraprende il viaggio in Giappone, ancora non sa cosa sta cercando o forse non sta cercando nulla, ma ne sente la necessità. E’ venuto il momento di ascoltarsi, di curarsi, di “ripararsi”. L’isolamento, lo spaesamento sono un passaggio obbligato per liberarsi di tutte le zavorre della vita precedente e si comprende pienamente questa esigenza, si percepisce quasi fisicamente questo suo stato di “convalescenza”. Allo stesso modo si vivono con lui le sensazioni provate nell’incontro con la natura circostante, maestosa e misteriosa, alla quale gli abitanti del luogo si rivolgono con rispetto e riconoscenza. L’amorevole e discreta presenza dei coniugi Itô facilita la guarigione di Simon. La sua “rinascita” può essere paragonata proprio ad uno di quei vasi riparati dal Signor Itô, secondo l’antica tecnica giapponese del Kintsugi, che evidenzia le imperfezioni dell’oggetto con l’oro, rendendolo un pezzo unico e prezioso.
copertina La pazienza delle tracce

La pazienza delle tracce

Benameur, Jeanne
Simon Lhumain è un uomo metodico, amante delle lunghe nuotate, delle corse, degli scacchi e del buon whisky ma è soprattutto uno psicanalista: uno che ascolta gli altri per professione, a rischio di far tacere la propria storia personale. Una crepa nel quotidiano ...
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