In una città di altri tempi, l'aria profumava di buono grazie ai tanti panifici che ogni mattina sfornavano pagnotte fatte a mano, ognuna con un segreto diverso. Quello del fornaio, però, era un mestiere duro. Così, uno dopo l’altro, i fornai cedettero alle lusinghe di una grande fabbrica che sostituì il calore delle mani con il ritmo freddo delle macchine, producendo un unico pane insapore.
Resisteva solo un’ultima bottega, curata da due anziani coniugi. Il loro pane era così rinomato che non smettevano mai di lavorare, ma la fatica si faceva sentire. Il padrone della fabbrica li corteggiò a lungo e, quando propose loro la vacanza dei propri sogni in cambio dell'attività, i due finalmente cedettero. Trascorsero sei anni e, quando la coppia tornò in città, la trovò spenta e diversa, privata dell'antico profumo che la rendeva viva. Fu allora che…
In questo albo, Neil Packer trasforma La parabola del panificio indipendente in un gioiello visivo. Attraverso l’uso della prospettiva assonometrica e di una composizione rigorosa, le tavole acquisiscono una precisione architettonica magnetica. Il suo stile, che riecheggia le avanguardie grafiche russe e tedesche, si distingue per il tratto sottile e una profondità narrativa fuori dal comune, invitando il lettore a perdersi in un labirinto di dettagli. Un’opera preziosa per riflettere con i ragazzi sul valore del lavoro manuale e sulle derive del consumismo moderno.