La formica rossa, di Émilie Chazerand

l'adolescenza tra imprevisti, scoperte e tante risate 

Creato da:
Genny
Sei in: Bibliografie
Ultimo aggiornamento: 14/12/2024

“Mio padre dice spesso che, un attimo prima di venire al mondo, ognuno di noi fa girare una gigantesca e invisibile Ruota della Fortuna. Se è così, io ho avuto una sfiga pazzesca.”
L’incipit è perfetto e non tradisce le aspettative: Vania Strudel, ha una ptosi genetica all’occhio, suona l’elicone, costruisce modelli ridotti di scene di vita vissuta, abita con il padre che per lei stravede, e che per lavoro fa il tassidermista; della madre invece racconta di averla persa molti anni prima. La cosa peggiore di tutte sembra essere però che il suo migliore amico di sempre, Pierre Rachid, nonché vicino di casa, torna dalle vacanze estive e le da una notizia a dir poco sconvolgente: si è fidanzato con la sua ufficiale acerrima nemica, la perfettina/popolare della scuola che da sempre le rende la vita impossibile. A guerra dichiarata c’è Victoire ad offrirle sostegno, la sua amica stretta, che pur essendo incredibilmente bella e irresistibile, soffre della fish-odor- syndrome. Unite dalla sfortuna sapranno cogliere l’una dall’altra il meglio da ogni situazione.
Per loro sarà un inizio di anno scolastico all’insegna delle pessime figuracce e di un susseguirsi di situazioni catastrofiche ma con risvolti tutt’altro che negativi.

 

Consigliato da
Genny
bibliotecaria specialista sezione ragazzi

Mi è capitato rare volte di trovare romanzi di tale bellezza. In questa storia non sono i temi o l'intreccio narrativo a fare la differenza, ma bensì la scrittura e la scelta azzeccata del punto di vista della narrazione e quindi anche la capacità dell’autore di immedesimarsi nel personaggio. E’ un romanzo che brilla di luce propria, che spicca per il linguaggio assolutamente ironico e originale nel descrivere anche le situazioni più semplici e disastrose. In questa storia non accadono fatti eclatanti, vi è solo una protagonista particolarmente sfortunata, con una personalità travolgente e una capacità di espressione spiazzante, tremendamente vera e pietrificante, che porta il lettore tanto a sbellicarsi dalle risate quanto a commuoversi e riflettere sulla vita. Non me la sento di dirvi molto altro, aggiungo solo che la Nuova frontiera, nella collana Oltre, sta pubblicando dei titoli destinati ad un pubblico young adult davvero interessanti e da non perdere.

“Anche mio padre è felice. Adesso che ci penso, si vede benissimo: è cambiato. Canta Sinatra preparando la cena. Prima non lo faceva mai. Neanche ai tempi di… di mia madre, ecco.>> <<Vedi: le cose sono perfette così. Se avessimo potuto scegliere, è quasi certo che avremmo fatto tutto in modo diverso, ma avremmo sbagliato. Non penso che l’importante sia poter scegliere. L’importante è cosa facciamo di una situazione che non abbiamo voluto. Io non ho scelto la mia malattia. Non ho scelto che mio padre se la filasse via come un codardo. Non ti ho scelto come amica. E tu non hai scelto la tua ptosi, tua madre lesbica e la compagnia della fialetta puzzolente ambulante del liceo. Non stiamo a raccontarci balle.>> p. 262-263

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