Protagonisti dell’ultimo romanzo dello scrittore svizzero sono Josephine e i suoi compagni, bambini speciali che frequentano una scuola speciale. Come si capisce subito dalle prime pagine, gli altri bambini vedono in Josephine una sorta di figura guida, le vogliono bene, si fidano di lei e lei li protegge sempre. Il narratore è Josephine, che in prima persona guida il lettore in una serie di eventi catastrofici che culmineranno nelle visita allo zoo che dà il titolo al romanzo. Tutto inizia con un allagamento della scuola speciale e quindi alla chiusura temporanea di essa. Josephine decide assieme ai suoi compagni di indagare e trovare il colpevole, in quanto non sopporta di essere “ospitata” nell’altra scuola. Molteplici sono i loro sospettati e la loro indagine continua...
Il romanzo si apre a fatti già accaduti, la famosa catastrofica gita allo zoo, con una voce narrante ancora adulta. Successivamente essa lascia spazio a quella della bambina Josephine. Il lettore, quindi, è trasportato in un mondo infantile, intriso di una comicità surreale. Lo stile di Dicker è inconfondibile, caratterizzato da un ritmo incalzante, dialoghi brillanti e un’ironia sottile che pervade l’intera narrazione.
Lo scrittore affronta in questo romanzo temi importanti come l’inclusione, la tolleranza, la democrazia e la libertà di espressione, ma lo fa in modo leggero e divertente, senza mai risultare didascalico. Ci ricorda che ogni lettore è stato bambino e che se pur si diventa adulti il bambino che c’è in noi influenzerà di sicuro l’adulto.
Mi permetto una piccola considerazione personale: il romanzo, come è normale, ha diviso i lettori, chi non l'ha apprezzato, ha sostenuto la sua tesi dicendo che risulta banale e non a livello degli altri. Io non sono d’accordo, perché non parlerei di banalità, ma di originalità. Costruire una trama attorno ad un gruppo di bambini che attuano un’indagine e cercano di risolvere un mistero (elemento caratterizzante delle opere di Dicker) e parlare allo stesso tempo di certe tematiche a mio parere non è da tutti. Il libro è molto più sottile rispetto agli altri, se si pensa 261 pagine contro 775 del bestseller La verità sul caso Harry Quebert, quindi la trama è semplicemente intrisa in 261 pagine ma assicuro per niente noioso.
Dicker, Joël
«Per anni, nella piccola città dove sono cresciuta, è rimasto impresso nella memoria degli abitanti il ricordo degli avvenimenti che ebbero luogo allo zoo locale un venerdì di dicembre, pochi giorni prima di Natale. E per tutti questi anni, nessuno ha saputo che c...