A volte i migliori libri si scoprono per caso. Un giorno stavo sistemando la zona ragazzi, normalissima cosa nel mio lavoro, e vidi sull’espositore delle novità questo titolo. Attirò la mia attenzione in particolare il titolo in sé del volume, per un semplice fatto, parlava di argomenti che avevo studiato io all’università. Un libro per bambini che parlava del meraviglioso mondo dell’antichità. Volevo sfogliarlo e leggerlo. La sorpresa fu enorme, non era un semplice libro sull’antichità ma un volume che parlava di quelle persone meno note al pubblico, che però hanno sacrificato tanto e dato ulteriormente tanto al mondo: le donne. L’argomento è veramente considerevole e importante, tanto che leggendo l’abstract mi colpì il concetto che la storia è stata fatta sia da uomini che da donne, ma da che mondo è mondo si conoscono meglio le imprese di uomini che quelle delle donne. Le imprese di quest'ultime o sono state completamente dimenticate oppure relegate un angolo nascosto della storia. Come affermano le autrici, la storia è fatta da entrambi e per conoscerla totalmente è necessario raccogliere una massa di informazioni sulla vita di entrambi i generi, e in alcuni casi anche ad arrivare a riscrivere la storia dell’umanità.
A mio parere anche la struttura del volume è molto importante: esiste un’introduzione intitolata Storia, indagine e memoria in cui si descrive, come già detto, alcuni concetti che sono alle basi del lavoro di un archeologo o di uno storico, poi successivamente la vita di una singola donna costituisce un capitolo. Nel testo sono presenti parole in carattere maiuscolo, come per esempio: fonti, epigramma, pòlis, res publica ecc, termini particolari che molto spesso non sono utilizzati nel linguaggio comune. Da questi termini partono delle frecce con il significato della parola. Ho letteralmente amato questo aspetto del volume, perché penso che ad un bambino possa nascere la passione della storia, e trattarlo come un piccolo adulto spiegando anche termini di questo calibro possa anche essere un incentivo ad appassionarlo ulteriormente. Aggiungo anche che l’idea delle frecce come mezzo di spiegazione la trovo geniale, perché in fondo tutti noi negli appunti di scuola abbiamo tracciato nelle frecce per scriverci delle spiegazioni che aveva appena dato l’insegnante, quindi la vedo come una sorta di ponte tra i bambini e gli adulti.
Cosa innovativa, inoltre, è l’utilizzo dei Qr code che rimandano a materiale didattico e approfondimenti per insegnati, educatori, educatrici oppure per gli stessi genitori e bambini. Insomma un meraviglioso volume per i più piccoli, grazie al quale, qualche lettore diventerà forse un futuro storico. Chi lo sa!!!
Io personalmente mi sono rivista molto nella protagonista Cliò, la passione per la storia l’ho avuta fin da piccolissima.