L'abete e la betulla, di Francesco Vidotto

storia d'amore e di alberi

Creato da:
Emy
Sei in: Bibliografie
Ultimo aggiornamento: 14/05/2026

Una favola per adulti dove il vero protagonista della storia è l'abete più grande della foresta, che sceglie di sussurrare la sua storia a un bambino che, su suggerimento del nonno, appoggia l'orecchio alla sua corteccia. L'albero racconta di quando era un seme e poi un piccolo arbusto, di come da giovane pensava che gli alberi più vecchi stessero solo osteggiando la sua crescita, invece crescendo ha capito che con i loro rami lo stavano proteggendo, dal sole intenso, dalla grandine, dal vento. È proprio il vento a trasportare vicino al suo tronco un piccolo seme arrivato da lontano. Un seme di un albero, la betulla, troppo fragile per sopravvivere a ridosso dei monti. 
Quella raccontata è una storia d'amore, di protezione, di accettazione del diverso, di aiuto, coesione, rispetto e crescita reciproca. Un racconto che ha tanto da insegnare a chi vuol tendere l'orecchio come un bambino.

 

Consigliato da
Emy

Ci sono libri che si leggono voracemente per scoprire chi è l'assassino, per sapere se il o la protagonista coronerà il suo sogno d'amore, o per sapere il prima possibile come si risolverà quell'intricata vicenda della trama e capire come andrà a finire.

Poi ci sono altri tipi di libri. Gemme preziose che risplendono solo nella lentezza della lettura e nel silenzio. Questo libro è uno di quelli.

Francesco Vidotto ci incanta con il potere della scrittura di una favola per adulti. Racconta un mondo dove i ritmi, la frenesia e il frastuono degli umani si zittisce e dove a parlare sono le piante, che scelgono di sussurrare a un bambino la loro storia.

Come per gli Ent di Tolkien, la lentezza delle parole impone un ritmo diverso all'ascoltatore, lasciando il tempo alla riflessione e assecondando il ritmo alla vita di un albero, che da seme diventa arbusto e poi l'abete più grande della foresta. Il tempo è quello delle stagioni che si susseguono ciclicamente, come se nulla potesse cambiare e allo stesso tempo dove ogni cosa è diversa perché diversa è l'esperienza vissuta. Una crescita quella degli alberi, che dura molti anni in cui l'immobilità non è staticità, ma ascolto, osservazione, meraviglia, stupore e relazione continua con gli altri alberi e gli altri esseri viventi che popolano il bosco. L'albero di Vidotto comunica attraverso le sue radici come fosse una rete capillare in cui tutti gli esseri sono "connessi". Questa parola che oggi rappresenta il baluardo della velocità ma anche dell'effimero, di un'emorragia di parole vuote che provano a colmare un vuoto interiore il cui eco spaventa.

copertina L'abete e la betulla

L'abete e la betulla

Vidotto, Francesco
Abete è forte e saldo, le sue radici affondano nella terra e i suoi rami più alti dominano la foresta, fronteggiando la maestà delle montagne. Abete vive un tempo fatto di pazienza, dove le giornate sono istanti e gli anni minuti. Nei suoi aghi sempreverdi e nei c...
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