Il racconto dell’ancella, di Margaret Atwood

«Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell'anarchia, c'era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo.»

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Ultimo aggiornamento: 13/08/2026

Sono numerose le opere della letteratura fantascientifica a sfondo politico che ricorrono alla distopia per denunciare l'abuso di potere e la limitazione delle libertà individuali. Basti pensare a Fahrenheit 451 di Ray Bradbury o a 1984 di George Orwell, romanzi che hanno contribuito a definire quella narrativa distopica nel quale si inserisce anche Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood.
L'autrice presenta al lettore un futuro immaginario segnato da una grave crisi ambientale e sociale, in cui l'inquinamento causato dalle conseguenze delle attività umane ha provocato un drastico calo della fertilità. 
A seguito di un colpo di Stato, nel Nord America si instaura un regime totalitario teocratico, la “Repubblica di Gilead”, che governa ispirandosi soprattutto ad alcuni passi del Vecchio Testamento. 
A Gilead ogni aspetto della vita dei cittadini è controllato dal governo: la libertà di espressione è inesistente, la lettura e la scrittura sono vietate alle donne e le relazioni personali vengono stabilite secondo gli interessi dello Stato.
È una società divisa in classi con compiti ben precisi. Al vertice vi sono i comandanti che detengono il potere politico e religioso. Le loro mogli rappresentano una classe privilegiata, le Marte si occupano dei lavori domestici, mentre le Ancelle, le poche donne ancora fertili, vengono private della propria identità e costrette a generare figli per le famiglie potenti.
Gilead viene raccontata attraverso la voce della protagonista, una donna catturata dal regime e costretta a diventare un'Ancella, privata del proprio nome, della libertà e di ogni possibilità di scelta sul suo futuro. Sarà proprio tramite il suo racconto che emergerà il funzionamento del governo oppressivo di Gilead, fondato sul controllo assoluto della popolazione, sulla repressione delle libertà individuali e su una rigida gerarchia sociale.

Pubblicato nel 1985, Il racconto dell'ancella è uno dei romanzi più celebri degli ultimi decenni. Con milioni di copie vendute, è diventato un'opera di riferimento di alcuni movimenti di protesta a sostegno dei diritti delle donne.
Dal romanzo sono stati tratti un film, diretto nel 1990 da Volker Schlöndorff, e l'omonima serie tv vincitrice di numerosi premi, tra cui l'Emmy Awards per miglior serie drammatica del 2017.

Consigliato da

Ci sono momenti in cui scegliere un libro non è semplice. Ci si trova davanti a molte possibilità e può essere difficile trovare quella storia che catturi fin da subito la nostra attenzione. Con Il racconto dell’ancella non è stato così. Confesso che sono un'amante della narrativa distopica, tuttavia la scelta di questo romanzo non è stata dettata soltanto dal genere, bensì dal particolare mondo immaginato dall'autrice, una società inquietante e profondamente diversa dalle distopie tradizionali, capace di suscitare fin da subito la mia curiosità. Vi avviso che non è una lettura leggera. Non tanto per la scrittura, che, anzi, si presenta semplice e scorrevole, ma per i temi delicati e profondi che l'autrice affronta. Margaret Atwood presenta una società in cui le donne non sono considerate persone, ma strumenti al servizio dello Stato: vengono private dei diritti fondamentali, della possibilità di studiare, lavorare, leggere e decidere del proprio corpo. Citando il testo, vengono ridotte a «sacri recipienti» destinati esclusivamente alla procreazione, poiché il loro valore viene identificato unicamente nella capacità di generare figli per il regime.
La narrazione in prima persona rende il romanzo particolarmente intenso. Leggere attraverso il punto di vista della protagonista significa vivere Gilead, conoscerla tramite i ricordi e le emozioni di una donna privata persino del suo stesso nome.
Un elemento che ho sicuramente apprezzato è la caratterizzazione dei personaggi. Ognuno di loro rappresenta un diverso modo di rapportarsi al regime: c'è chi lo accetta, chi cerca di adattarsi per sopravvivere e chi, invece, tenta di opporsi silenziosamente.
Concludo consigliando questo libro non solo agli appassionati del genere, ma soprattutto a chi è interessato ad affrontare con consapevolezza una storia capace di far riflettere su tematiche che ancora oggi richiedono particolare attenzione.
copertina Il racconto dell'ancella

Il racconto dell'ancella

Atwood, Margaret
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