Il pittore della vita moderna, di Charles Baudelaire

non solo poeta

Creato da:
Emy
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Ultimo aggiornamento: 13/12/2025

Se si sente nominare Charles Baudelaire, la mente pensa subito alle sue poesie, a "I fiori del male" e all'associazione con i poeti maledetti e un mondo decadentista seppur vivo e vibrante la cui espressione si incarnava a pennello nella Parigi della seconda metà e fine '800. Eppure Baudelaire non è stato solamente un poeta ma anche un saggista, un filosofo, un giornalista un critico letterario e grande amante dell'arte. Proprio di quell'arte che dopo l'avvento della fotografia si interrogava su sé stessa, cercando nuovi modi per definirsi, finalmente libera dal rapporto con la realtà che rappresentava.

 

Baudelaire in questo saggio concentra la sua attenzione sull'arte contemporanea esaltandola senza disprezzare gli artisti del passato e asserendo l'importanza non solo della bellezza delle opere degli artisti dei secoli scorsi, ma anche sottolineando il valore di rappresentanza storica che l'opera possiede in quanto tale. Punto focale è la ricerca del "bello" in ogni epoca, seppur considerando canoni estetici differenti.

La bellezza è soggettiva e si scontra quindi contro un modello unico e assoluto. La bellezza come fonte di piacere che riverbera in tante forme di differente natura, la stessa bellezza venerata e ricercata dai Dandy in ogni loro gesto. L'intero scritto è la visione del mondo dal punto di vista del Dandy che esalta il piacere della vita, e la ricerca dell'eleganza. Una visione che si inserisce appieno nel contesto parigino in cui nasce il cambiamento delle abitudini della società, che vuole uscire dalle dimore prediligendo ritrovi in caffè, teatri, viali e luoghi pubblici. Una società che vuole vedere ed essere vista.

 

Il volume vuol essere un tributo all'artista Constantin Guys e la descrizione dell'artista avviene analizzando più che le sue opere, attraverso la descrizione del suo temperamento, che si trasferisce inevitabilmente nelle opere da lui create. Le riflessioni sulla modernità riflettono sul fatto che ogni epoca ha il suo vestiario, ma come asserisce Baudelaire, anche il suo portamento e i propri gesti. D'altro canto fa quasi sorridere il trasporto con cui Baudelaire descrive alcune scene dipinte dall'artista. Scene di re, di imperatori o di armate turche o mediorientali in parata. Si parla di galanteria e civetteria militare e esaltazione di una professione vista in modo romantico e simbolico quasi che gli ufficiali cavalchino su una giostra a cavalli. Un tipo di visione militare spazzata via e cancellata dopo le guerre mondiali che hanno stravolto, quantomeno in Europa, il modo di intendere la guerra e i suoi eroi. Eppure, quasi senza soluzione di continuità, Baudelaire racconta del militare e nel capitolo successivo del Dandy regalandoci una visione lucida del pensiero e del modo di pensare del suo periodo storico che talvolta non si distacca così tanto dal culto di se e la volontà di perseguire canoni estetici dei moderni influencer.

 

Consigliato da
Emy
Sono stata molto indecisa se inserire questo libro tra i "consigliati" o scegliere qualche altro testo che potesse incontrare, forse, un maggior favore nei lettori. La bellezza e il grande valore delle biblioteche, sta però anche nel fatto che accanto ai romanzi più popolari come quelli di Connelly o Follett o, per restringere il campo con un criterio nazionalistico più pertinente al libro da me scelto, quelli di Musso, Simenon o Perren, si può essere sedotti dalla curiosità che induce a leggere un libro come questo. Baudelaire mi è stato letterariamente presentato durante la mia adolescenza, con l'immancabile "Fiori del Male", capolavoro che già dal titolo attirava l'attenzione e l'immaginazione. Poi per diversi anni ho perso di vista quest'autore e relegato la sua poesia in un angolo della memoria, finché non ho visto questo libro. Quello che dovrebbe essere un saggio artistico è invece il camuffamento di una riflessione filosofica con un excursus sui grandi pittori francesi da David a Ingres e Carot. Oltre a riscoprire un artista, Constantin Guys, a cui è idealmente dedicato l'intero scritto, in cui Baudelaire non si risparmia in apprezzamenti sia sulle opere che sulla personalità dell'artista, ho trovato alcune le sue riflessioni sulla bellezza "moderne" anche al giorno d'oggi, in cui si parla spesso di omologazione e di critica verso un canone estetico univoco, seppur l'intero scritto sia assolutamente figlio dell'epoca in cui è scritto e che descrive in modo così preciso.
copertina Il pittore della vita moderna

Il pittore della vita moderna

Baudelaire, Charles
"'Il pittore della vita moderna' non è solo la summa dell'estetica baudelairiana, ma è anche il manifesto teorico dell'intera avventura dell'arte moderna. Opera breve, apparentemente legata al genere dell'omaggio (al pittore Constantin Guys), questo scritto racchi...
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