Il cervello che ride, di Mirella Manfredi

Neuroscienze dell’umorismo

Creato da:
Mattia
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Ultimo aggiornamento: 14/05/2026

Perché ridiamo? È una domanda che sembra quasi troppo semplice per meritare una risposta seria. Eppure, dietro ogni risata si nasconde uno dei fenomeni più complessi e affascinanti che la neuroscienza moderna si trovi ad affrontare. È esattamente da questa domanda apparentemente innocua che parte Il cervello che ride, il saggio con cui Mirella Manfredi — professoressa di Neurodiversità e Cognizione presso la facoltà di Medicina dell’Università di Zurigo — introduce il grande pubblico al mondo delle neuroscienze dell’umorismo.
Il libro percorre con metodo e chiarezza le tappe fondamentali di un viaggio dentro la mente umana. Si parte dalle teorie classiche sull’umorismo — da quelle filosofiche antiche fino alle più recenti elaborazioni psicologiche — per arrivare alle scoperte delle neuroscienze contemporanee, che grazie alle tecniche di neuroimaging hanno cominciato a mappare con precisione le aree cerebrali coinvolte nella percezione e nella produzione del comico. Un “network umoristico”, come lo chiama l’autrice, fatto di connessioni tra regioni diverse del cervello che lavorano insieme ogni volta che qualcosa ci fa sorridere o scoppiare a ridere.
Ma il libro non si ferma al cervello adulto. Uno dei capitoli più sorprendenti è dedicato allo sviluppo del senso dell’umorismo nell’infanzia: quando iniziano a ridere i bambini, e perché? Le risposte che emergono dalla ricerca sperimentale sono tanto precise quanto inaspettate.
Altrettanto affascinante è il capitolo dedicato alle differenze tra uomini e donne nell’elaborazione dell’umorismo, o quello che esplora le tracce di divertimento e gioco nel mondo animale, allargando la prospettiva ben oltre i confini della specie umana.
La risata, in questo libro, non è mai solo un fatto neurologico. È anche un fenomeno sociale, evolutivo, relazionale. L’autrice dedica ampio spazio agli effetti dell’umorismo sul benessere psicofisico — un campo di ricerca in rapida crescita — e al ruolo che il ridere insieme gioca nel costruire e consolidare i legami tra le persone. Non manca uno sguardo sul lato oscuro: i casi di risata patologica, in cui il meccanismo si inceppa e rivela tutta la sua complessità.
Scritto con un linguaggio accessibile ma senza rinunciare al rigore scientifico, Il cervello che ride è un testo che sa parlare tanto agli specialisti quanto ai lettori curiosi senza formazione specifica. Una lettura che, pagina dopo pagina, trasforma qualcosa di quotidiano e dato per scontato in un oggetto di meraviglia.

 

Consigliato da
Mattia
Confesso che quando ho preso in mano Il cervello che ride di Mirella Manfredi non mi aspettavo molto. Un saggio sulle neuroscienze dell’umorismo, pensavo: "sarà uno di quei libri che spiegano una cosa divertente in modo noiosissimo". Il titolo mi aveva incuriosito, ma ero pronto a posarlo dopo le prime pagine. Mi sbagliavo di grosso.
Già dall’introduzione ho capito che la Manfredi sa fare una cosa rara e preziosa: parlare di scienza senza farti sentire escluso. Il linguaggio è preciso, rigoroso quando serve, ma non ti schiaccia e non ti mette a distanza. Si legge con la stessa scioltezza con cui si legge un romanzo breve, eppure quando arrivi all’ultima pagina ti accorgi di aver assorbito qualcosa di davvero solido. Non è poco, per un saggio scientifico.
Ma la vera sorpresa è stata un’altra. Quello che mi ha cambiato è stato rendermi conto che il riso, quella cosa automatica, istintiva, che ci scappa senza che lo decidiamo, non è mai banale. È il risultato di un meccanismo cerebrale straordinariamente sofisticato, che coinvolge memoria, linguaggio, emozioni, relazioni. Ogni volta che ridiamo di qualcosa, il nostro cervello sta compiendo un’operazione complessa e meravigliosa. Da quando ho letto questo libro mi ritrovo a osservare le risate, la mia, quella delle persone intorno a me con occhi diversi. Con più curiosità. Con una specie di stupore che prima non avevo.
C’è qualcosa di quasi filosofico in tutto questo. Capire perché ridiamo significa, in fondo, capire qualcosa di essenziale su come siamo fatti e su come ci leghiamo agli altri. La risata non è un ornamento della vita sociale, ne è uno dei mattoni fondamentali.
Lo consiglio a tutti, non solo agli appassionati di scienza. È uno di quei libri che ti vengono voglia di regalare, di passare a un amico con un semplice “leggilo, fidati”. Sono 112 pagine, si finisce in un pomeriggio, ma ci si pensa ancora settimane dopo.
 

copertina Il cervello che ride

Il cervello che ride

Manfredi, Mirella
Perché ridiamo? Come nasce e si sviluppa il senso dell'umorismo nel nostro cervello? Ha un impatto sul nostro stato psico-fisico? È presente anche in altre specie? Con un linguaggio semplice ma che non rinuncia al rigore scientifico, il volume risponde a queste e ...
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