Questo fumetto, come tutti quelli della collana
Cronaca storica dell'editore BeccoGiallo, è un grande gioiello nel tramandare i fatti storici del nostro paese e del mondo. Negli anni ho letto parecchi fumetti tratti da questa collana e alla conclusione della lettura di ognuno di loro mi sorprendo sempre di una cosa: l'accuratezza storica. Nel caso specifico di questo volume, il lettore, attraverso le immagini di Federico Attardo, viene trasportato nel mondo della famiglia Cervi. Credo che nel fumetto sia proprio il disegno/immagine a lasciare un buon ricordo nel lettore. Questo volume ha pochissime parole, potremmo dire essenziali per la comprensione degli avvenimenti. Essi iniziano proprio dalla decisione del padre di passare al contratto di affitto fino all'uccisione dei fratelli, cosa che non viene rappresentata in una tavola del fumetto, ma viene percepita dal lettore attraverso il racconto di quattro animali, una scelta stilistica molto efficace a mio parere. Infine la sorte di quella casa che per molti mesi era stata il fulcro della resistenza in quei territori viene messa in dubbio. I disegni dai toni scuri, quasi pennellati mi hanno trasmesso l'incertezza ma allo stesso tempo la volontà di rinnovo e cambiamento, la paura ma anche l'intenzione di non cedere al nemico, all'oppressore.
Nella quarantaquattresima edizione del
Premio Andersen (edizione del 2025), questo fumetto viene selezionato e successivamente nominato vincitore nella sezione Libro a fumetti. L'inizio della motivazione di tale scelta è la seguente: "Per un libro concreto e visionario, che fonde insieme un intenso canto della terra con una accurata ricostruzione storica e sociale. Per una narrazione serrata e coinvolgente che intreccia con emozionante efficacia il contesto e la storia dei singoli…". Mi permetto di non aggiungere altro, perché rispecchia pienamente il mio pensiero. Lo consiglio per lo stesso motivo!