“L’autore di questo quaderno è ancora vivo”, si chiama Michel, all’epoca in cui scrisse il suo diario aveva 8 anni e viveva a Varsavia. Era l’estate del 1939, lo ha sempre conservato e la famiglia poi lo ha recuperato e affidato alla casa editrice, che dopo un lavoro di attenta revisione, ha ripreso buona parte del testo, essenziale e significativo, e ha deciso di affiancarlo alle evocative illustrazioni di Helena Stiasny, caratterizzate da intense pennellate di colore. All’epoca Michel era stato mandato a trascorrere l’estate con il fratello e la governante ad Anin, e per migliorare la sua scrittura e poter passare alla classe successiva, gli era stato affidato il compito di tenere un quaderno dove scrivere una frase al giorno su un qualche evento quotidiano. Uno degli aspetti incredibili di questo lavoro è come in poche parole siano condensati e si colgano i cambiamenti di una stagione spensierata che si trasforma in qualcosa di buio e terribile: la guerra, la lontananza dei genitori e la perdita del padre; i colori contribuiscono inoltre ad enfatizzare lo stato emotivo, da vivaci e luminosi si fanno sempre più cupi e minacciosi.
Il diario di un bambino, che diventa un documento storico, trasformato in un prezioso albo che ci porta nuovamente a riflettere sulle conseguenze di una terribile guerra. Questo libro si è aggiudicato nel 2022 il Premio Speciale della Giuria al premio Andersen.