Autunno 1934. Luigi Pirandello sta viaggiando a bordo del treno che da Amburgo lo porterà a Stoccolma, dov'è atteso per ritirate il prestigioso Nobel per la letteratura. Davanti ai suoi occhi scorrono in una dolorosa ed emozionante carrellata i fantasmi della sua vita: l'attrice Marta Abba, sua musa ispiratrice e miraggio di un amore assoluto; la moglie, rapita dalla sua follia, a causa della quale sarà ricoverata in un manicomio nel 1919; i tre figli, coi quali ha un profondo ma difficile legame; il rapporto controverso col fascismo; infine i trionfi, ma anche gli amari insuccessi vissuti nella carriera di immenso ed eterno autore teatrale.