Erano giorni di sangue, erano giorni senza fine. Per il giorno del ricordo (Bibliografia)

L'eccidio delle foibe e l'esodo giuliano dalmata

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Ultimo aggiornamento: 02/02/2026
Per il mezzo secolo successivo alla Seconda Guerra mondiale il discorso sui massacri delle foibe e l’esodo della popolazione giuliano-dalmata di etnia italiana, avvenuti tra il 1943 ed il 1950, è passato in sordina, o, quasi sempre è stato ridotto al silenzio. La ragione per cui l’indubitabile ferita in seno alla novella repubblica democratica non ottenne il privilegio di medicazione fu soprattutto quella di opportunità politica data la posizione di riguardo che il mondo occidentale riservò alla Jugoslavia di Tito dopo il 1948. Il perdurare dello scontro ideologico tra DC e PCI in Italia e, a dirla con franchezza, anche l’esistenza di vari scheletri negli armadi della storia d’Italia recente, quali la persecuzione, l’italianizzazione forzata ed i massacri perpetrati sulle popolazioni slave durante il periodo fascista e la 2ª guerra mondiale, elementi questi ultimi che, qualora i governi italiani avessero protestato contro il trattamento degli italofoni sull’altra sponda dell’Adriatico, sarebbero stati validi armi di ricatto in mano ad un Tito corteggiato da statunitensi e britannici, concorsero affinché il tappo posto sulla questione giuliano-dalmata non fosse rimosso.
Che il dolore, la sofferenza e la disperazione umani non abbiano per decenni trovato l’occasione di un ascolto, una elaborazione pubblica – va ricordato l’altrettanto gelido ed ostile clima che accolse i profughi nella terra madre – doveva aumentare ulteriormente lo strazio di chi ha subito la perdita di migliaia di cari, l’abbandono forzato delle terre, delle calli e delle case familiari alle generazioni ascendenti. Per molti anni, inoltre, gravava sulle vittime dell’esodo la sottile insinuazione di revanchismo politico, – fenomeno identico percorse la Germania occidentale riguardo agli esuli tedeschi della Prussia orientale e dei Sudeti – una macchia, che dovette convincere i sopravvissuti ancora di più di essere, con la loro Storia, d’intralcio alla patria lanciata in pieno boom economico.
L’istituzione, il 2004, del Giorno del Ricordo, atto a "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale", è innanzi al passato recente, soltanto un atto di umana comprensione, dovuto nei confronti di cittadini italiani che con gli eventi dell’immediato dopoguerra hanno perso la loro terra madre e , spesso la loro vita. Il fatto che l’atto di nascita di questo giorno commemorativo, di per sé innegabilmente doveroso, aveva suscitato ed acceso subito discussioni politiche, dimostra che un lustro fa la questione delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata erano ancora terre storicamente da dissodare e da rendere coltivabili nella loro complessità. La stessa commemorazione dovrebbe perciò avvenire all’interno di un discorso che non dimentichi mai di contestualizzare gli eventi tragici dell’Alto Adriatico entro la cornice degli avvenimenti apocalittici che colpirono l’Europa nella prima metà del secolo scorso. Negare questa esigenza vuol dire correre il rischio di ipoteticare eventi simili per il nostro futuro. La chiusura solipsistica da parte di una comunità nazionale nel ricordo, sganciato dalla consapevolezza delle cause lontane e recenti dei torti, delle ferite e traumi subiti sfocia con facilità verso rivendicazioni ed accuse chauviniste che fioriscono nell’attuale clima di un falso patriottismo, di un soveranismo che include in sé il vecchio, pestilenziale batterio del nazionalismo. Soltanto la lotta decisa al diffondersi di simili effluvi esiziali potrà garantire il non ripetersi di tragedie di esodi forzati e massacri subiti come li videro percorrere le nostre terre nel secolo 20º passato.
copertina La partita

La partita

Milani, Nelida
«Lo zio Nino quando è tornato con i calli sulle mani dall'Arsia ha atrofizzato la lingua italiana ed ha iscritto il più piccolo alla scuola croata senza titubare, cosicché Dario frequenta la quinta italiana e Mario la prima croata. Dario sarà forse italiano, Mario...
copertina Agnus Dei

Agnus Dei

Milani, Nelida
«Quanti popoli hanno conosciuto l’esilio, con fagotti e filo spinato hanno vissuto sulla terra degli altri, hanno pregato un dio assente, hanno pianto per una mancanza che non si riesce a precisare. Spettri, non uomini. Uomini che mantengono il nucleo autentico di...
copertina L'osteria della Parenzana

L'osteria della Parenzana

Milani, Nelida
«Nella mia testa c’è questa lotta continua tra il rifiuto istintivo di ricordare e la sensazione che nella mia infanzia ci fosse stata la fine del mondo, una fine di cui per tutta la vita si sente il bisogno di raccontare come era avvenuta. Ma come era avvenuta?» ...
copertina Autodafé di un esule

Autodafé di un esule

Zandel, Diego
Il processo al capo della polizia politica a Fiume nel 1945, Oskar Piškulic, imputato di omicidio continuato e aggravato, avviato nel 1997, si concluse sette anni dopo, nel 2004. Diego Zandel, figlio di esuli fiumani fuggiti dalla Jugoslavia di Tito e nato in un c...
copertina Dietro gli scogli di Zara

Dietro gli scogli di Zara

Luxardo De Franchi, Nicolò
copertina Sangue sulla resistenza

Sangue sulla resistenza

Piffer, Tommaso
Il 7 febbraio 1945 un commando di partigiani comunisti dei GAP attaccò a tradimento un gruppo di partigiani dell'Osoppo stanziato alle malghe di Porzûs, a pochi chilometri in linea d'aria da quello che oggi è il confine italo-sloveno. Il comandante e il delegato p...
copertina Battesimo di fuoco

Battesimo di fuoco

Klabjan, Borut
«Consiglio a tutti gli europei di leggere il libro. In esso c'è l'inizio della loro storia contemporanea, tutta la complessità della nascita delle dittature in Europa». Sono le parole di Boris Pahor, scrittore di fama mondiale e ultimo testimone dell'incendio che ...
copertina OZNA : il terrore del popolo

OZNA : il terrore del popolo

Klinger, William
Josip Broz non è stato un ideologo e neppure un trascinatore di folle. Il suo ruolo è stato tutto assorbito dalla dimensione del rivoluzionario, meglio del "cospiratore rivoluzionario" che - con gli strumenti che gli sono propri, quelli del terrore - conquista pri...
copertina Zara

Zara

Simoncelli, Paolo
copertina La valigia per Trieste

La valigia per Trieste

Di Grazia, Salvatore Egidio
copertina La zaratina

La zaratina

Testa, Silvio
copertina Tutto per nulla

Tutto per nulla

Kempowski, Walter
copertina Via San Nicolò 30

Via San Nicolò 30

Curci, Roberto
Una storia sbagliata, che coinvolge molti ebrei della comunità triestina e ha il suo centro simbolico in una casa di via San Nicolò (la stessa in cui abitò Joyce), dove si trovava ad un tempo la libreria antiquaria dell'ebreo Umberto Saba e il laboratorio di sarto...
copertina Ci proteggerà la neve

Ci proteggerà la neve

Sepetys, Ruta
Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e...
copertina Libertà autonomia nazionalità

Libertà autonomia nazionalità

Apollonio, Almerigo
copertina Gli italiani di Dalmazia e le relazioni italo-jugoslave nel Novecento

Gli italiani di Dalmazia e le relazioni italo-jugoslave nel Novecento

Monzali, Luciano
Per l'italiano medio la Dalmazia, regione dell'Adriatico orientale, oggi parte della Croazia e del Montenegro, rimane un'entità dai contorni esotici e sconosciuti, di cui si apprezzano le spiagge e le bellezze naturali, ma verso la cui storia si mostra disinteress...
copertina Dossier foibe

Dossier foibe

Scotti, Giacomo
Ecco che cosa significa parlare delle foibe: chiamare in causa il complesso di situazioni cumulatesi nell'arco di un ventennio con esasperazione di violenza e di lacerazioni politiche, militari, sociali concentratesì in particolare nella fase più acuta della secon...
copertina Tito e i suoi compagni

Tito e i suoi compagni

Pirjevec, Joze
Despota o ribelle? Nonostante trentacinque anni di dittatura, non si può considerare Tito come un tiranno alla stregua di Stalin: al contrario, proprio perché si era ribellato al terrore staliniano, istituendo in Jugoslavia un socialismo "autogestito" dal volto um...
copertina Memorie, Zara : 1937-1944

Memorie, Zara : 1937-1944

Calestani, Emilia
copertina Un confine nel Mediterraneo : l'Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900)

Un confine nel Mediterraneo : l'Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900)

Ivetic, Egidio
L'Adriatico orientale è una delle zone più complesse del Mediterraneo. Il libro propone una lettura di questo litorale: confine tra modelli di civiltà, frontiera tra Stati e religioni, un soggetto/oggetto storico di per sé ancora non compreso. Più nello specifico,...
copertina Il gulag in mezzo al mare : nuove rivelazioni su Goli Otok

Il gulag in mezzo al mare : nuove rivelazioni su Goli Otok

Scotti, Giacomo
Giacomo Scotti è stato il primo a rivelare agli italiani l'esistenza di Goli Otok (in italiano, isola Calva), il gulag titino in mezzo al mare adriatico, simbolo di un intero "arcipelago concentrazionario" nel quale sono stati deportati tra il 1949 e il 1955 migli...
copertina Magazzino 18 : storie di Italiani esuli d'Istria, Fiume e Dalmazia

Magazzino 18 : storie di Italiani esuli d'Istria, Fiume e Dalmazia

Cristicchi, Simone
Montagne di sedie aggrovigliate come ragni di legno. Legioni di armadi desolatamente vuoti. Letti di sogni infranti. E poi lettere, fotografie, pagelle, diari, reti da pesca, pianoforti muti, martelli ammucchiati su scaffalature imbarcate dall'umidità. Questi e in...
copertina Tre volte no

Tre volte no

Pahor, Boris
"Il fascismo ci aveva portato via le scuole, la lingua, persino i nomi. Tutto ciò che poteva esprimere, anche vagamente, la nostra identità nazionale fu cancellato". Boris Pahor era solo un bambino quando a Trieste fu proibito parlare sloveno. L'italianizzazione f...
copertina Siamo rimasti soli : i comunisti del PCI nell'Istria occidentale dal 1943 al 1946

Siamo rimasti soli : i comunisti del PCI nell'Istria occidentale dal 1943 al 1946

Sema, Paolo
In questo libro l'autore insegue le vicende politiche e umane di uno sparuto gruppo di partigiani italiani nell'Istria occidentale. In un territorio multietnico questi partigiani si battono in maniera irriducibile per difendere l'identità italiana della lotta di R...
copertina Senza casa e senza paese : profughi europei nel secondo dopoguerra

Senza casa e senza paese : profughi europei nel secondo dopoguerra

Salvatici, Silvia
La fine del secondo conflitto mondiale lascia sullo scenario europeo una moltitudine di persone che nel corso della guerra sono state deportate o hanno dovuto abbandonare il proprio paese. Nella sola Germania occidentale sono circa sette milioni. Il volume riporta...
copertina Il rogo nel porto

Il rogo nel porto

Pahor, Boris
copertina I rapporti colpevoli

I rapporti colpevoli

Tomizza, Fulvio
copertina La ragazza di Petrovia

La ragazza di Petrovia

Tomizza, Fulvio
copertina La quinta stagione

La quinta stagione

Tomizza, Fulvio
copertina Le parole dell'esclusione : esodanti e rifugiati nell'Europa postbellica : il caso istriano

Le parole dell'esclusione : esodanti e rifugiati nell'Europa postbellica : il caso istriano

Buttino, Marco
Al termine del secondo conflitto mondiale, un flusso obbligato di persone si riversò lungo una linea immaginaria che attraversava l'Europa, dal Baltico all'Adriatico. Lasciavano paesi nei quali conteggiavano presenze secolari, per ricongiungersi alle patrie che i ...
copertina La miglior vita

La miglior vita

Tomizza, Fulvio
copertina Materada

Materada

Tomizza, Fulvio
copertina La malga di Sir

La malga di Sir

Sgorlon, Carlo
copertina Il giorno nero di Porzus

Il giorno nero di Porzus

Gervasutti, Sergio
copertina Foibe : una storia d'Italia

Foibe : una storia d'Italia

Bajc, Gorazd
Il sanguinoso capitolo delle "foibe", legato alla fine della seconda guerra mondiale, che vide "regolamenti di conti" dappertutto in Europa dove s'era manifestata una qualche Resistenza, sarebbe stato da tempo relegato nei libri di storia come una delle vicende mi...
copertina Nata in Istria

Nata in Istria

Mori, Anna Maria
L'Istria è stata per mezzo secolo un grande buco nero nella coscienza italiana: una terra dimenticata, rimossa, così come è stata di fatto occultata la presenza dei trecentomila profughi istriani che, dopo la guerra, ha scelto l'esilio. In questo libro Anna Maria ...
copertina La malga di Sîr

La malga di Sîr

Sgorlon, Carlo
Nel cuore del Friuli sconvolto dall'ultima guerra vive una donna, Marianna Novak, capace di opporsi con l'amore all'odio, di essere pietosa di fronte al dilagare della ferocia, di coltivare e offrire la felicità nonostante l'orrore e la paura. Figlia e amica, madr...
copertina Gli italiani dell'Adriatico orientale : esperienze politiche e cultura civile

Gli italiani dell'Adriatico orientale : esperienze politiche e cultura civile

"Un lavoro, questo, costruito attorno a contributi eterogenei per approccio, taglio, estensione, che si pone come 'sguardo complessivo' su alcuni tratti della fisionomia civile e politica degli italiani dell'Adriatico orientale, da Trieste alla Dalmazia; in partic...
copertina Bora

Bora

Mori, Anna Maria
Cos'è stato davvero l'esodo istriano del secondo dopoguerra? Come ha cambiato la fisionomia e le sorti di un territorio? E come ha stravolto le vite dei molti esuli e di quei pochi che scelsero di rimanere? Nemmeno il tempo è stato capace di cancellare il trauma s...
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