Prima della Milano da bere, del boom economico del dopoguerra e della frenesia lavorativa che ha coronato Milano come capitale del lavoro, la vita nella metropoli meneghina vibrava già di eventi, di aperitivi, di vita mondana della società benestante. Tra la fine dell'800 e gli inizi del secolo scorso, la città fremeva sotto la spinta del rinnovamento modernista che coinvolgeva tutta l'Europa. La percezione era quella fiduciosa di una vita nuova, moderna, veloce che avrebbe portato ad una condizione di benessere diffuso dove una borghesia sempre più ricca, non più la nobiltà, era il motore trainante. D'altronde molte erano le innovazioni, e le grandi città cambiavano faccia demolendo vecchi edifici a favore di piazze e modernissime e gallerie di vetro su modello dei grandi padiglioni delle esposizioni internazionali. "era il 1883 …". e nulla avrebbe lasciato presagire alle devastazione che sarebbero accadute da lì a pochi anni. In questa atmosfera ancora ancorata a rigide convenzioni sociali e familiari ma già proiettata verso il futuro, Silvia Cinelli racconta la storia romanzata della famiglia Campari, già annoverata tre le eccellenze del neonato Regno d'Italia. Grazie in particolare a quella dei due fratelli Davide e Guido, che traghettarono l'attività di famiglia verso la produzione moderna ancora oggi ampiamente produttiva, scopriamo la Milano del tempo. La storia ripercorre soprattutto gli anni giovanili dei due fratelli, in particolare quelli di Davide, di cui vengono narrate anche le vicende amorose, ma è il contesto in cui questa si inserisce e la descrizione di quel fervore imprenditoriale (ma anche artistico) dell'intera città il vero protagonista.