Non sempre, ma spesso, un po' come accade per il vino, il cinema sembra andare ad annate. Nel vino, si sa, qualità e quantità dipendono dalla cura nella coltivazione del frutto, dalle precipitazioni, dalle proprietà del terreno, dalla conservazione della bottiglia, ecc. Per quanto riguarda il cinema non è chiaro il motivo, ma alcuni si rivelano essere anni d'oro, con pellicole che rimangono nella memoria dei frequentatori della sale di proiezione. Non per la quantità di lavori eccelsi realizzati, intendiamoci, ma di sicuro il 1985 è stato un anno che, più di tanti altri, ha assistito alla distribuzione di un gran numero di film rimasti nella memoria di chi li ha visti; molti dei quali diventati con il tempo veri e propri classici moderni, come Ritorno a futuro, Piramide di paura, Explorers e I Goonies per i più giovani, ma anche il premiatissimo La mia Africa, Il colore viola, La rosa purpurea del Cairo, Tutta colpa del Paradiso e l'accoppiata vincente di Sylvester Stallone Rocky IV e Rambo 2 - La vendetta, duo che ha fatto il pienone al botteghino quando ancora in sala non si entrava fino a esaurimento posti, ma fino a esaurimento spazio… Oltre ai cosiddetti campioni d'incassi, si possono citare anche lavori ben più raffinati e ricercati come Camera con vista di James Ivory piuttosto che il capolavoro di Kurosawa Ran. Fanno inoltre bella mostra alcuni figli della guerra fredda e del conseguente timore per le limitazione delle libertà individuali, come il già citato quarto capitolo di Rocky, l'acclamato Brazil di Terry Gilliam e Il sole a mezzanotte, interpretato da Michail Baryšnikov, ballerino che, nel 1974, durante una tournée all'estero, decise di non fare ritorno al suo paese, ottenendo asilo politico in Canada.
Detto questo e senza indugiare oltre, saliamo a bordo di una DeLorean tutta speciale, innestiamo i circuiti del tempo, raggiungiamo le 88 miglia all'ora e... buon ritorno al 1985!