Senza un minimo di pietà descrittiva la protagonista ci racconta la vecchiaia. Senza mezzi termini ci mette sotto gli occhi ciò che vede una badante ogni giorno e, forse, anche ciò che pensa mentre si prende cura del suo assistito. La "badante" è Sandra Vanbremeersch, autrice e protagonista del libro, una studentessa di dottorato che per mantenersi accetta come lavoro estivo, di occuparsi, per quattro notti e quattro giorni consecutivi alla settimana, di una anziana signora: la vedova dello scrittore francese Louis-Ferdinand Céline. Dapprima entusiasta per l'occasione di vedere un mondo diverso, immagina lo sfarzo, la ricchezza, gli agi ma anche gli atteggiamenti appartenenti ad una classe sociale altolocata. Ma chi è questa anziana signora a cui nessuno vuol prestare servizio? Madame Cèline è stata una ballerina e insegnante di danza, ma è anche una donna eccentrica, ancorata ad abitudini, atteggiamenti teatrali e manie, alcune delle quali odiose, legate al passato glorioso. Sandra, animata dalla volontà di piacere e donare piacere all'anziana signora, verrà invece rinchiusa in una trappola, fagocitata da una casa fatiscente e insalubre, come la sua proprietaria. Una casa da cui non riuscirà più ad uscire. Come sotto un incantesimo in cui madame Céline recita le vicende del passato e quello che doveva essere il lavoro provvisorio di un'estate, diverrà invece il lavoro di vent'anni e la cambierà per sempre, smarrendo sé stessa lungo il cammino, le sue ambizioni, le sue amicizie. Questo libro non è una biografia di Madame Cèline ma una riflessione interiore di quanto si è disposti a perdere per dedicarsi agli altri, a come ci si possa cambiare e annullare, senza nemmeno accorgersene, giorno dopo giorno come avvelenandosi e nel contempo diventando antidoto per sopravvivere. Madame Céline visse fino all'età di 107 anni.