La fiaba


“C’era una volta…” 
..e immediatamente ci troviamo in paesi lontani, 
in un spazio senza tempo.. incontriamo strani personaggi e proprio l’indeterminatezza del luogo e del tempo 
crea quell'alone di magia che si respira quando si entra in contatto con la fiaba…

La fiaba è un racconto fantastico ricco di elementi “magici” e “meravigliosi”. All’interno si incontrano streghe, fate, orchi e maghi dotati di poteri soprannaturali. 
La fiaba ha origini molto antiche. Secondo Vladimir Propp, uno studioso russo vissuto nei primi anni del Novecento e uno dei maggiori esperti, le fiabe sono nate in epoca preistorica. Vengono collegate alle cerimonie di iniziazione a cui venivano sottoposti i fanciulli nel passaggio all’età adulta. Gli elementi di questo passaggio si possono individuare in moltissime  fiabe: l’allontanamento, il bosco, la magia, la grande prova da superare e la continua lotta tra il bene e il male.
Nella fiaba troviamo un buon numero di personaggi e le vicende solitamente sono ricche e articolate. C’è sempre una situazione iniziale drammatica o dolorosa, a cui segue lo sviluppo di una vicenda in cui il protagonista deve superare delle lotte o delle prove e termina con un lieto fine. Propp osservò che, i ruoli dei personaggi, nonostante siano diversi, si ripetono costantemente. Lo studioso provò inoltre a smontare la storia individuando così trentuno azioni costanti che chiamò funzioni come ad esempio l’allontanamento, il divieto, la violazione o la vittoria.
Nella fiaba le indicazioni sul tempo e lo spazio sono sempre indefinite e imprecise.
Il linguaggio utilizzato è caratterizzato dalla presenza di espressioni tipiche del linguaggio orale, con delle formule iniziali e finali fisse. Vi sono degli elementi ricorrenti, come le formule magiche o le filastrocche. 
Le fiabe si sono tramandate attraverso il racconto orale di generazione in generazione e hanno assunto delle forme sempre più ibride e articolate; Finchè alcuni scrittori decisero di raccoglierle e metterle per iscritto. E’ il caso ad esempio dei fratelli, filologi tedeschi Jacob e Wilhelm Grimm e il medico siciliano Giuseppe Pitrè, instancabili raccoglitori dei racconti della tradizione popolare; di Charles Perrault , cresciuto alla corte di re Sole, che fu uno dei più celeberrimi scrittori francesi;  del compositore tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. Alcuni scrittori poi, come il danese Hans Christian Andersen, hanno rielaborato le fiabe tradizionali con un linguaggio più raffinato. 
In Europa la fiaba cominciò a svilupparsi a partire dal Cinquecento. Nel 1634-36 il poeta e novelliere Giambattista Basile scrisse un’opera molto importante per l’evoluzione di questo genere letterario: Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille. L’opera è composta da una raccolta di 50 fiabe di origine popolare, destinata al pubblico adulto della corte del Regno di Napoli. 
Un altro momento importante per questo genere fu nel 1704, quando Antoine Galland tradusse in francese il manoscritto arabo Les mille et une nuit. La raccolta ebbe subito fortissimo successo. Sarà comunque il romanticismo a regalare alla fiaba la sua massima fioritura. 
Fra i casi letterari legati alla fiaba furono Alice nel paese delle meraviglie (1865) di Lewis Carrol e Pinocchio (1883) di Carlo Collodi. 
Il Italia il genere non segui la stessa direzione che nel resto d’Europa che fu legata più ad un’aspetto folkloristico.  Agli inizi del Novecento la fiaba resta un po’ sottotono, è solo a partire dagli anni settanta che vive una rinascita, prima con la pubblicazione di Italo Calvino con le Fiabe Italiane poi con Gianni Rodari. 
Successivamente fu Bruno Munari a realizzare una lettura della fiaba in chiave moderna.
Ultimo aggiornamento
26/11/2018