Jean-Claude Izzo


Jean-Claude Izzo nasce il 20 giugno 1945 a Marsiglia. Figlio di Gennaro Izzo, immigrato italiano, e Isabel, di origine spagnola. Si iscrive all’indirizzo di tornitore-fresatore alla scuola tecnica Remparts e in questi anni si occupa della redazione del giornalino scolastico Le canard. Terminati gli studi, apre con alcuni amici un locale per pochi mesi. Successivamente tenta di instaurare una collaborazione con il quotidiano La Provence, senza però raggiungere il suo obiettivo. Trova lavoro come commesso alla libreria La Clairiére in rue Grignan e nel frattempo diventa militante del movimento cattolico per la pace Pax Christi, un movimento basato sulla preghiera, sullo studio e sull’azione. Nel 1964 è mandato a Toulon per svolgere il servizio militare. Non essendoci nessuna legge che regolamenti l’obiezione di coscienza, Izzo assolve ai suoi doveri civili, dichiarandosi però apertamente pacifista. Per un periodo gli è affidata la redazione del giornale Armée, ma ciò non lo distoglie dai suoi ideali. Per questo, diventato una figura scomoda, viene spedito a Gibuti, dove si trova faccia a faccia con orrori difficili da sopportare. Un evento in particolare lo segna: un giovane commilitone in preda a un malore viene abbandonato nel deserto. Per questo Jean-Claude Izzo, incapace di tollerare ancora ingiustizie, decide di fare uno sciopero della fame che dura un mese e che lo riduce pelle e ossa.

Nel 1966 rientra a Marsiglia e riprende a militare nella Pax Christi. Nel 1968 aderisce al PSU e si candida, senza successo, alle elezioni legislative. In quegli anni frequenta Marie-Hélène Bastianelli e i due decidono di sposarsi nel 1969, non appena lei finisce il liceo.
Nonostante abbia sempre preferito prendervi le distanze, Izzo aderisce al Partito Comunista quando il PCF prende pubblicamente posizione contro la decisione dell’URSS, nella Primavera di Praga, di invadere la Cecoslovacchia con i carri armati per troncare i tentativi di riforma di Dubček.
Nel 1969 inizia a collaborare con il quotidiano comunista La Marseillaise, per cui scrive alcuni pezzi pubblicati in un allegato che esce in edicola di domenica. Nel 1970 si trasferisce con la moglie a Saint Mitre les Remparts, una cittadina a cinquanta chilometri da Marsiglia, dove lavora come bibliotecario, mantenendo attiva la collaborazione con La Marseillaise Dimanche, per cui scrive diversi articoli. Pubblica in quell’anno la sua prima raccolta poetica Poèmes à haute voix.
Nel 1971 scrive una pièce teatrale dedicata ad Angela Davis, messa in scena da César Gattegno e la Compagnie du Rocher. Nel 1972 è assunto come giornalista a La Marseillase, per cui cura una pagina dedicata al cantiere Fos-sur-Mer, un progetto di installazione di impianti siderurgici a Marsiglia, a discapito dell’ambiente, che vuole creare nuovi posti di lavoro. Nello stesso anno nasce il figlio Sébastien. Nel 1974 diventa caporedattore di La Marseillase e pubblica, da questo momento, una serie di raccolte di poesie: Etat de veille (1974), Braises, brasiers, brûlures (1975), Paysage de femme (1975), Le rèel au plus vif (1976) e Clovis Hugues, un rouge du midi (1978).



Jean-Calude Izzo



Il 1978 è un anno di grandi cambiamenti per Izzo: si separa infatti dalla moglie, abbandona il PCF e nel 1979 lascia anche il suo posto da caporedattore a La Marseillase. Si trova a vivere di stenti per un anno circa. Ma questo periodo difficile termina nel 1980, quando inizia a lavorare per il giornale La Vie Mutualiste, di cui diventa redattore nel 1982 e caporedattore nel 1985, anno in cui il giornale converte il proprio nome in Viva. È un periodo molto fervido per Izzo: è animatore di radio Forum 92 e fonda la rivista poetica Orion con Bruno Bernardi. Nel 1987 si trasferisce a Parigi e si dimette dalla rivista Viva. Continua però a scrivere per alcuni giornali, partecipa come organizzatore di eventi letterari quali il Carrefour de Littératures Euroéennes de Strasbourg, il Festival du Polar de Grenoble e il Festival Etonnant Voyageur de Saint Malo. È delegato generale dei Recontres Goncourt des Lycéens (1991 – 1992) e direttore della comunicazione del festival Tombées de la Nuit (1992-1994). Scrive inoltre le sceneggiature di Una mort Olympique e di Les Martins Chagrins.

Nel 1993 pubblica un racconto sulla rivista Gulliver, che amplia in un secondo momento, realizzando Total Khéops (Casino totale nella versione italiana), il suo primo romanzo, pubblicato nel 1995 nella Série Noire di Gallimard. La sua opera  riceve molti riconoscimenti e premi, tra cui Prix des lycéens di Marseille e Trophée 813. Il libro ha così tanto successo che Jean-Claude Izzo decide di continuare a far vivere tra le pagine il protagonista del suo fortunato esordio, il poliziotto Fabio Montale, pubblicando altri due romanzi: Chourmo. Il cuore di Marsiglia nel 1996 e Solea nel 1998. Nasce dunque quella che è conosciuta come la trilogia marsigliese. In questi romanzi infatti, Marsiglia ha gioco forza e contribuisce al dipanarsi della trama, quasi divenendo essa stessa un personaggio. Traspare, dalle parole dell’autore, come la città sia un crocevia di etnie, raccontata sotto un profilo economico e sociale. Grazie alla serie di Fabio Montale, Jean-Claude Izzo è ricordato come il creatore del noir mediterraneo.



Marseille la nuit di F. Laffont Feraud



Nel 1994 Izzo lascia Parigi e si trasferisce a Saint Malo con la nuova compagna Laurence Rio. Nel 1997 si trasferisce a Céreste in Provenza.
In quegli anni Izzo produce anche altre opere: la raccolta poetica Loin de tous Rivages, Marinai perduti, e inizia la stesura di Il sole dei morenti, oltre a scrivere numerosi racconti. Nel 1998 finisce la relazione con Laurence Rio, ma conosce poco dopo Catherine Bouretz, la fotografa che illustra la sua raccolta di poesie L’Aride des jours e che diventa sua moglie nel 1999. Nonostante sia malato, riesce a terminare la stesura di Il sole dei morenti. Il 26 gennaio 2000 muore, stroncato dal cancro al polmone.
I suoi romanzi continuano ad essere amati dai lettori, rendendo Izzo una pietra miliare della letteratura francese.



Nel 2001 è stata prodotta la serie televisiva Fabio Montale, tre lungometraggi ispirati a Casino Totale, con la regia di José Pinheiro e Alain Delon nei panni del protagonista.
Nel 2002 esce Total Khéops, ispirato al romanzo omonimo, girato da Alain Bévérini



FONTI:
-Jean-Claude Izzo : storia di un marsigliese / Stefania Nardini ; traduzioni di Luigi Bernardi ; illustrazioni di Ivana Stoyanova. - Roma : E/O, 2015. – (Dal mondo Italia)
-https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Claude_Izzo
-http://www.girodivite.it/antenati/xxisec/_izzo.htm

IMMAGINI:
-FOTO DI JEAN-CLAUDE IZZO COPERTINA: http://contornidinoir.it/2013/06/ritratti-noir-jean-claude-izzo-luomo-che-amava-il-mediterraneo/
-FOTO DI JEAN-CLAUDE IZZO: https://www.liberoquotidiano.it/news/libero-pensiero/13222337/izzo-il-re-del-giallo-che-anticipo-l-islam-integralista-gli-scritti-profetici.html
-FOTO DI MARSIGLIA: Marseille-la-nuit by F. Laffont-Feraud [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC BY-SA 3.0  (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons

Ultimo aggiornamento
04/04/2019