Il libro egizio dei morti


Il Libro dei Morti è, generalmente, un insieme di formule e di racconti incentrati sul viaggio notturno del Dio Sole (nelle sue diverse manifestazioni) e della sua lotta con le forze del male (tra cui il serpente Apopi) che tentano, nottetempo, di fermarlo per non farlo risorgere al mattino.
In particolare il testo doveva servire a preparare la testimonianza sulla sua condotta di vita, che il defunto doveva fornire davanti al giudizio di Osiride.

Quando si parla di Libro dei Morti è inevitabile non parlare anche del culto dei morti egizio, le due cose sono strettamente connesse.
Nella cultura dell'Antico Egitto, la morte non era vista negativamente, ma vista come una seconda rinascita. Gli Antichi Egizi credevano che l'uomo nascesse con due anime: il Ba e il Ka; il Ba era destinato ad effettuare il viaggio verso l'Aldilà, dove riceveva il premio o la punizione che lo aspettava; il Ka era destinato a rimanere con il corpo e a custodirlo nella tomba per tutta la durata dell'umanità. 
Gli Antichi Egizi immaginavano l'aldilà come un mondo idilliaco, dove il defunto poteva vivere tranquillamente, lavorare e riposarsi quando voleva, il tutto al cospetto di Osiride. In questo mondo idialiaco gli sarebbero arrivati in aiuto delle statuette dette Ushebty, con le sembianze del defunto, i quali venivano posti all'interno della tomba e una volta risvegliati avrebbero fatto il lavoro del defunto. 
Ritornando all'aldilà, questo era  immaginato come dei campi di papiri (pianta tipica egizia). Per permettere al defunto di compiere questo viaggio, nel mondo reale il corpo doveva essere conservato alla perfezione; ecco spiegato il motivo di un così perfetto processo di mummificazione, raggiunto negli anni. Inoltre, nella tomba venivano messi tutti ogetti e oggetti di prima necessità che poi il defunto avrebbe utilizzato nella sua seconda vita.

Prima di arrivare a questo mondo di pace, il defunto doveva però superare una serie di prove,  ed è questo il compito dei Libro dei Morti, chiamato anche Libro del ritorno nel giorno.
Inizialmente i testi venivano tracciati sulle pareti della camera sepolcrale, poi successivamente nel Medio Regno si usò dipingere le formule sul sarcofago, e solo a partire dalla XVIII dinastia si impiegò il papiro. Quest'ultimo era poi posto nella tomba, o a volte direttamente nel sarcofago, assieme ai tesori e alle suppellettili ritenute necessarie per l'anima in viaggio.

I diversi capitoli del Libro dei Morti sono introdotti da un titolo e spesso vengono accompagnati da scene. Spesso si è considerato il libro dei morti un insieme casuale di formule magiche (quasi scritte senza una logica), in realtà studi più approffonditi hanno dimostrato che esiste una vera e propria suddivisione in capitoli.

Al termine del viaggio si giunge alla prova finale, il giudizio davanti al tribunale di Osiride (Sala el Giudizio) che rappresenta il momento cruciale per conseguire la piena sopravvivenza ed essere accolto in Paradiso, tra gli dèi. Il defunto viene accompagnato per mano da Anubi di fronte a 42 dei che gli chiedono di confessare 42 peccati terreni. Dopo che il defunto confessa di essere totalmente innocente e di non averne mai compiuto neppure uno, il dio con la testa di sciacallo, posiziona il suo cuore sulla bilancia insieme alla piuma di Maat (la verità). Toth, che ha come testa un ibis, dio della scrittura e della conoscenza, segna su di un papiro il risultato (che guarda caso viene rappresentato sempre positivo! Si tendeva così a portar fortuna...), se il cuore è più leggero della piuma, allora l'anima è pura e Horus, con la testa di falco lo condurrà per mano di fronte a Osiride che, accompagnato dalle mogli e sorelle Iside e Nephtis, lo accoglierà nei cielo. Se invece il cuore pesa più della piuma, allora sarà divorato dal mostro Ammut, una creatura con testa di coccodrillo, corpo di leone e zampe posteriori di ippopotamo. Questa è la vera morte.

Per saperne di più

In biblioteca trovi

Il libro dei morti degli antichi egizi : testo e raffigurazioni del papiro di Ani / introduzione, traduzione, commenti e note di Guy Rachet ; [traduzione dal francese di Piermarco Cereda]. - Casale Monferrato (Al) : Piemme, 1997. - 251 p., [16] p. di tav. : ill. ; 24 cm

Museo Egizio, Torino / [testi di Simona Santià]. - Edizione speciale per il Corriere della Sera. - Milano : Rizzoli : Skira, c2006. - 189 p. : ill. ; 24 cm. - (I grandi musei del mondo ; 25)

Egizi [DVD] : viaggio verso l'eternità / National Geographic. - Roma : Gruppo editoriale l'Espresso, 2009. - 1 DVD video : colori ; 50 min. + 1 opuscolo ([8] p. : ill. ; 18 cm). - (National Geographic video ; 80)

Risorse on-line

Pagina su Wikipedia
Il Libro dei morti dall'epoca faraonica all'epoca greco-romana (Pdf)
Il Libro dei Morti del Museo egizio di Torino
Ultimo aggiornamento
04/09/2017