Codex Gigas: la Bibbia del diavolo


Il Codex Gigas è il più grande manoscritto medioevale esistente al mondo (890 mm di altezza x 490 mm di larghezza). È anche conosciuto col nome di “Bibbia del Diavolo” per la grande illustrazione del demonio in esso contenuto. La leggenda vuole che il manoscritto sia stato vergato dalla mano del diavolo.

Le opere contenute
Il Codex Gigas dispone di 310 fogli in vellum, una pergamena rara e costosa, ricavata dalle pelli di animali nati morti. Un codice mutilo, poiché a seguito di un incendio, sono andati perduti alcuni fogli. Il manoscritto è un codice miscellaneo e al suo interno vi sono contenuti: la Bibbia, nella versione della Vulgata redatta da San Girolamo, e cinque opere di vario genere, tra cui:

-    Due opere storiche di Giuseppe Flavio, ossia le “Antichità Giudaiche” (93-94 d.C) e la “Guerra Giudaica” (75 d.C circa).
-    Le “Etymologiae” (636) di Isidoro di Siviglia che può essere considerata la prima enciclopedia della cultura occidentale.
-    Una raccolta di opere mediche.
-    “Chronica Boëmorum” (Cronaca di Boemia) di Cosma da Praga (1045-1125), una sorta di opera storiografica.

Vi sono infine alcuni testi brevi, tra cui uno scritto sulla penitenza; uno sull'esorcismo di spiriti maligni e infine un Calendar, contenente un elenco di santi. II testo principale del Codex Gigas è indubbiamente la Bibbia. Gli altri testi sono stati scelti con cura per “accompagnare” il testo sacro della cristianità: insieme infatti forniscono informazioni sulla storia ebraica (l’opera di Giuseppe Flavio), la conoscenza universale (l’enciclopedia di Isidoro), la medicina, e la storia locale (Cosma da Praga).

Le raffigurazioni
All'interno del codice vi sono due rappresentazioni a tutta pagina: una raffigurante la città celeste (f. 289v) mentre l’altra è la celeberrima raffigurazione del diavolo (f. 290r), che viene ritratto come mezzo uomo e mezzo animale, con corna, lingua biforcuta e artigli. Queste due rappresentazioni, l’una accanto all'altra, sono deliberatamente progettate per mostrare il contrasto tra la salvezza e il male.

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Storia del manoscritto
Si ipotizza sia stato realizzato in un monastero benedettino in Boemia (Repubblica Ceca), nel primo trentennio del XIII secolo (1204-1230). Nel 1594 l’imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo II d’Asburgo trasportò il Codex Gigas a Praga, dove rimase fino a quando non fu preso come bottino di guerra dall'esercito svedese, durante la guerra dei Trent'anni (1648). Entrò quindi a far parte della collezione della regina Cristina di Svezia, all'interno della biblioteca reale nel castello a Stoccolma. Nel 1697 ci fu un incendio nel castello e per salvare il codice, fu lanciato fuori dalla finestra. A causa di questo episodio il Ms. perse alcuni fogli. A oggi è conservato nella Biblioteca Nazionale di Svezia a Stoccolma.

La leggenda
Chi ha scritto questo mastodontico manoscritto? L'aspetto grafico del testo resta fondamentalmente invariato dall'inizio alla fine, lasciando presupporre che la mano sia di un unico monaco amanuense. Questo fatto ha alimentato la credenza che il manoscritto sia stato scritto in un periodo di tempo incredibilmente breve. In realtà alcuni studiosi hanno stimato che il codice potrebbe essere l'opera di un solo uomo che ha lavorato per oltre 20 anni. La leggenda vuole che il monaco abbia completato il manoscritto con l'aiuto del diavolo, che ha firmato il codice con il proprio autoritratto.
Ultimo aggiornamento
01/09/2017