Berliner Mauer: storia del muro di Berlino


La caduta del muro di Berlino ha portato con sé la fine di un'era e di un capitolo importante della storia Europea, vi proponiamo un piccolo approfondimento dedicato ai principali motivi che hanno portato alla costruzione del muro e a quelli che hanno condotto alla sua distruzione.

La sconfitta Germania divenne terreno di battaglia tra i due grandi vincitori della guerra. Lo stato tedesco venne occupato dai vincitori e suddiviso in quattro zone di d’occupazione militare -  francese a sud-ovest, britannica a nord-ovest, statunitense a sud e sovietica ad est -  secondo quanto accordato durante la Conferenza di Yalta del febbraio 1945. Con lo scoppio della Guerra Fredda i rapporti già precedentemente incrinati tra i grandi vincitori peggiorarono a causa dei contrasti ideologici ed in materia di politica economica  tanto che nel 1949 si pervenne ad una totale frattura della Germania in due aree di influenza:  la Repubblica federale di Germania, BRD (Germania Ovest) e la  Repubblica democratica Tedesca, DDR (Germania Est). Berlino si trovava nel pieno della zona sovietica ma, in quanto ex capitale, era stata suddivisa a sua volta in zone d’influenza:  Berlino Est, sotto l’influenza sovietica, e Berlino Ovest, sottoposta ad influenza Statunitense (si trattava di un avamposto occidentale in territorio sovietico).  In città vennero creati 81 punti di passaggio tra le due zone.
Il regime di repressione imposto dalla DDR per rispondere al malcontento degli abitanti di Berlino Est, insorti contro il regime dimostrando il proprio malcontento nei confronti della precaria situazione economica delle mancanza di libertà e delle condizioni di vita più disagiate (giugno 1953, insurrezione operaia contro la dominazione sovietica), spinsero molti dei suoi cittadini  a riparare nella parte Ovest della città. Nel 1953 furono circa 330 mila la i tedeschi che si trasferirono nella BRD, dove il miracolo economico del piano Marshall stava dando i suoi frutti; si trattava specialmente di giovani lavoratori ben qualificati la cui fuga rappresentava una dura perdita per un’economia già fortemente in crisi come quella della Germania Est. Tra il 1949 e il 1961 furono  quasi 3 milioni le persone che abbandonano la DDR per spostasi nella Germania Orientale. Tale emorragia di personale qualificato, professionisti, intellettuali e laureati  spinse i rappresentanti della Repubblica Democratica Tedesca , previa l’approvazione dei paesi aderenti al Patto di Varsavia, a dare inizio ai lavori di costruzione di un muro di cemento posto  lungo il confine tra la parte Est e Ovest di Berlino (notte del 12 agosto 1961) e alla chiusura di 69 degli 81 punti di controllo esistenti. Si trattava della realizzazione materiale della cosiddetta “Cortina di Ferro” (Winston Churchill) che separava blocco sovietico e blocco occidentale durante la guerra fredda. Gli scontri e le proteste seguite alla costruzione del muro convinsero i rappresentanti della DDR a rafforzare il muro  lungo tutto il confine  cittadino tra DDR e BRD con recinzioni di maglia, filo spinato, mine, chiodi, 116 torri di guardia e 20 bunker. Il muro era lungo di più di 155km, aveva un’altezza di 4 m e circondava completamente Berlino ovest tagliandola fuori dalla Germania Est. Il perimetro era presidiato anche con l’ausilio di cani da guardia. Le guardie militari disseminate lungo il confine ricevettero l’ordine di sparare a vista a chiunque fosse stato sorpreso a tentare la funga. Furono diverse centinaia le persone che morirono nel tentativo di fuggire.  
L’ondata di profughi che con sempre maggiore frequenza lasciavano la DDR per riparare in Occidente, transitando attraverso l’Ungheria e poi l’Austria (nel maggio 1989 vi era stata l’apertura tra le due frontiere),  fece comprendere che la ferrea politica di divisione della città in due parti fosse ormai insensata.  A seguito dell’intervista televisiva rilasciata dal portavoce del governo della DDR, Gunter Schabowski,  in cui veniva annunciato che era stato annullato il divieto varcare i confini verso Berlino Ovest, un fiume impetuoso di gente si riversò lungo il muro decisi a passare dall’altra parte. Spaesate, le guardie di frontiera alzarono le sbarre dei posti di blocco permettendo a tutti di passare senza controlli. La caduta del Muro segnò il primo passo verso la riunificazione del Paese che si concluse però solamente il 3 ottobre 1990 con la dissoluzione della DDR.




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Il giorno della caduta del Muro fu il giorno della felicità, ma anche il giorno della vergogna. Ma i giovani cancelleranno le ferite del Muro.
Helmuth Kohl
Ultimo aggiornamento
08/11/2019