Beppi Spolaor, pittore mirese

Attratto fin da giovane dalla musica e dalla pittura, da adolescente frequenta gli studi di noti artisti come Prosdocimi, Milesi e soprattutto Vittorio Tessari, attivi in Riviera del Brenta. In seguito conoscerà Ettore Tito e guarderà con attenzione alla sua opera. Si tratta, dunque, di una formazione di bottega, attraverso la copia di modelli pittorici o fotografici senza trascurare, però, la pittura dal vero. Beppi Spolaor matura così delle abilità adeguate a rispondere alla prima committenza locale incentrata principalmente sul ritratto; ma nel 1936 l'artista, spinto dalla necessità di dare maggiore sistematicità e completezza alla sua preparazione, sollecitato e aiutato anche dalle famiglie dei suoi committenti, si perfeziona all’Istituto Statale d’Arte di Venezia ottenendo anche l'abilitazione all’insegnamento. Nel frattempo l’Italia entra in guerra e Spolaor, esonerato dal servizio militare, riesce a mantenere la famiglia grazie alla sua docenza all’Istituto Berna e in altre scuole. In questo periodo sviluppa un’intensificata attività pittorica ormai più matura, distribuita su un ventaglio di soggetti che al ritratto – pilastro della sua produzione – e al paesaggio aggiungerà nature morte, animali, scene di vita quotidiana e temi sacri. Gli anni Quaranta sono anche caratterizzati da una sistematica attività espositiva, prima concentrata tra Venezia e Padova, poi anche in altre città come Verona, Stresa, Brescia, Torino, Milano, cui va ad aggiungersi l’attività di conferenziere su argomenti artistici. Ma nel 1948, attanagliato da un senso di chiusura, Spolaor sente il bisogno di cambiare ambiente e, spinto dal desiderio di far fortuna più rapidamente, decide di andare in Brasile. Preparate tutte le carte si imbarca nel febbraio del 1949: morirà a San Paolo un anno dopo.



Ultimo aggiornamento
30/10/2019