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Joaquín Salvador Lavado Tejón in arte Quino

Note biografiche

Joaquín Salvador Lavado Tejón è nato nel 1932 in Argentina da genitori emigrati dalla Spagna. Rimase orfano molto presto. Nel 1945, dopo aver terminato la scuola dell'obbligo, si iscrisse alla Scuola di Belle Arti di Mendoza. L'anno successivo riuscì a vendere il suo primo fumetto pubblicitario.
Ha vissuto per molto tempo nel suo paese, ma ha viaggiato molto in Europa e ha vissuto anche in Italia. Venne soprannominato "Quino" fin da piccolo per distinguerlo dallo zio Joaquín Tejón, pittore e disegnatore pubblicitario.
Nel 1951 cercò lavoro a Buenos Aires come fumettista ma le cose non andarono molto bene, tornò quindi a Mendoza. Nel 1954 si trasferì a Buenos Aires con la speranza di realizzare i suoi sogni e finalmente arrivano i primi riconoscimenti: i suoi disegni infatti cominciarono ad essere pubblicati sulle pagine del settimanale "Esto es". Successivamente i fumetti comparvero anche su moltissimi altri quotidiani e periodici latino americani ed europei.
Nel 1963 realizzò il suo primo libro "Mundo Quino". Nello stesso anno nasce Mafalda, progettata per pubblicizzare una marca di elettrodomestici: la Mansfield; il progetto non venne però accettato. Finalmente nel 1964, la bambina ribelle e curiosa, comparve in tre strisce pubblicate sul supplemento umoristico della rivista "Leoplán". Dal 29 settembre Quino iniziò a pubblicare regolarmente le strisce di Mafalda sul famoso settimanale argentino "Primera Plana". Dal 1965 iniziò la collaborazione con il quotidiano "El Mundo" che proseguì fino al 1967, quando il quotidiano chiuse.
Dopo aver abbandonato la creazione di Mafalda il 25 luglio del 1973, Quino si trasferì a Milano, dove continuò a disegnare vignette ricche di umorismo satirico. Nell'agosto 2010 il ministro della Cultura e Comunicazione francese Frédéric Mitterrand lo nominò Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.


                      

Quino un'autobiografia.


Tratto da Intervista con Quino di Luca Raffaelli, in 10 anni con Mafalda, p. 11-12

"Caro Maestro: oggi, secondo te, per che cosa si arrabbierebbe Mafalda?

Per tante cose. Penso che in questo momento il mondo stia attraversando un periodo abbastanza oscuro. Ci sono cambiamenti sociali e politici molto veloci, però nessuno sa chi governa il mondo adesso, in questo momento. Abituati al potere diviso tra due potenze, dopo la caduta del muro di Berlino abbiamo tirato avanti abbastanza bene, ma ora attraversiamo un momento molto, molto difficile. E la prova sono i movimenti di Indignados in Spagna, in Francia, in Italia, nel resto d'Europa e non solo. Mafalda, che avrebbe sempre voluto cambiare il mondo in meglio, oggi sarebbe molto rammaricata.

Penso che tu sia tra gli indignati.

Senza dubbio! Si, si: in prima fila!

Non è incredibile che le tue strisce, non solo quelle di Mafalda, siano sempre attuali, non perdano la loro importanza, il loro messaggio, la loro forza dopo tanti anni?

Sarei contento se dipendesse dalla mia capacità di usare il linguaggio che dura nel tempo. Mi amareggia pensare invece non sia tanto merito mio quanto colpa di quello che accade nel mondo. Purtroppo continuiamo a riconoscerci nei "pensamenti mafaldeschi": e forse questi oggi appaiono ancora più pessimistici di qualche decennio fa.

Nelle tue pagine, nelle tue tavole e nelle tue strisce, trovo che ci sia non solo, come in quelle di molti altri, l'incazzatura nei confronti dei potenti, dei politici, di chi usa male il proprio potere, ma anche un messaggio preciso per il lettore, che gli suggerisce come si dovrebbe comportare. Insomma, credo che tu abbia fatto in qualche modo una satira educativa.

Credo che tu abbia ragione, è vero. Però, ciò nonostante, ora sono abbastanza depresso: è per questo che non ho potuto viaggiare per essere li con voi tutti, cosa che mi sarebbe piaciuta tantissimo.

Ci sarebbe stata anche la professoressa Anna Paola Gorla, che sperava di averti per una lezione all'Università degli studi di Napoli L'Orientale. Lei trova che ci sia una filosofia di base molto argentina nel tuo modo di pensare e nel tuo umorismo. Tu sei d'accordo? E come mai sei diventato un autore così amato in tutto il mondo? Mafalda è uno dei personaggi più grandi, più conosciuti del fumetto.

In tutto il mondo no... non esageriamo! Il mio lavoro è molto conosciuto in America latina e nell'Europa mediterranea. Poi nel corso degli anni è stato tradotto in parecchie lingue: cinese, giapponese... Ma questo non significa che io sia un autore così polare."

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