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Io, bullo, di Giusi Parisi

Per una volta vorrei essere il preferito di qualcuno. Ma poiché non succede, ho deciso che se non è così è solo per mia scelta. Non sono gli insegnanti a non volermi. Sono io che odio loro.” (pag. 25)

A tutti nella vita capita di incontrare qualcuno che ci fa sentire insicuri, indifesi, sbagliati o in difetto. Delle volte il ricordo di questi stati d’animo scivola via, lasciando solo un vago alone, altre volte invece lascia una traccia indelebile.
Con il titolo “Io, bullo”, l’autrice Giusi Parisi definisce fin da subito il protagonista e il delicato tema nel quale verremo trasportati con la sua storia.
Alessandro Caruso vive in una zona povera di Palermo con la madre e i suoi due fratellini; ora è l’uomo di casa, l’uomo che non deve mai piegarsi, proprio come gli ha insegnato suo padre che al momento è rinchiuso in carcere ingiustamente.
Questa sua fermezza si manifesta tutta nella scuola di quartiere che frequenta, o meglio nella sua classe (frequenta la seconda media da ripetente) dove è il capobranco, detta legge, provoca puntualmente i professori senza mai arrendersi ai loro avvertimenti e alle loro minacce, sottomette e maltratta i suoi compagni, primo fra tutti il povero Danilo. Ma come ogni “tiranno” non è solo, al suo seguito ci sono i fedeli amici Viciù, Ciccio e Paolo.
L’inizio dell’anno scolastico si apre con una novità: nella scuola è arrivata una nuova insegnante di lettere, Mara De Lisi, una professoressa giovane e piena di buoni propositi. Ciò che la contraddistingue è il desiderio di dare ad Alessandro la possibilità di farsi apprezzare e di dimostrare che in fondo è un bravo ragazzo e non un caso perso come pensano gli altri. Il protagonista sembra voler assecondare le aspettative dell’insegnante, grato del fatto che per la prima volta un docente non sia prevenuto nei suoi confronti, ma questo momento di tregua è destinato a finire presto. Alessandro si richiude nella sua corazza, nel suo usuale atteggiamento provocatorio, fino a quando il suo accanimento contro uno dei suoi compagni sfocia in gravi conseguenze. In questa occasione il  giovane bullo si trova faccia a faccia con le sue azioni… e non soltanto lui. Riuscirà a mettersi in gioco per provare a cambiare?

Il bullismo è un insieme di atteggiamenti sociali di forma violenta, che si assumono nei confronti di soggetti considerati più deboli” spiega la professoressa. Eppure esiste un altro tipo di bullismo, quello passivo, quello di chi vede e non fa niente, di chi non vuole sporcarsi le mani. E questo è uno dei punti cruciali del libro, che chiarifica come l’omertà sia un atteggiamento altrettanto negativo.

L’abilità e la sensibilità che guidano la penna di Giusi Parisi nel raccontare una realtà così difficile è data anche dall’esperienza, essendo lei stessa insegnante presso un liceo di Palermo. Il racconto in prima persona vuole mostrare la complessità del “bullo”, non banalmente un despota cattivo con il prossimo, ma una persona che prova sentimenti complessi, che reagisce a una situazione prevaricando gli altri, forse perché è l’unico mezzo con cui sente di poter essere qualcuno, di potersi affermare.
Di Alessandro, Danilo, Ciccio, Viciù, Paolo… l’autrice ne ha conosciuti tanti e ce ne sono ovunque,  ma con questa storia ci fa capire  che questa realtà può essere cambiata o almeno ci si può provare.
Miniatura copertina
Io, bulloIo, bullo : da una storia vera / Giusi Parisi